Clima, accordo Usa-Cina per riduzione gas serra

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A cura di Antonio Arricale Importante accordo tra Cina e Stati Uniti sulla limitazione delle emissioni di gas serra. L’intesa, scaturita da negoziati segreti, A cura di Antonio Arricale Importante accordo tra Cina e Stati Uniti sulla limitazione delle emissioni di gas serra. L’intesa, scaturita da negoziati segreti, è stata annunciata mentre i presidenti dei due paesi, il cinese Xi Jinping e l’americano Barack Obama, tenevano un’insolita conferenza stampa a Pechino. Sia Xi che Obama hanno espresso la loro soddisfazione e hanno sottolineato che i due Paesi, che presi insieme sono responsabili del 45% del totale, continueranno a lavorare insieme nella lotta ai cambiamenti climatici. In base all’accordo, Pechino inizierà a ridurre le proprie emissioni dal 2030, anno nel quale raggiungerà il picco, mentre Washington si è impegnata a ridurre le proprie di un quarto entro il 2025. Rispondendo alle domande dei giornalisti, Xi e Obama sono apparsi entrambi rilassati, anche se Xi Jiping ha risposto in ritardo ad una domanda del New York Times sulla mancata concessione del visto ad alcuni dei suoi giornalisti e a tratti è sembrato che leggesse le risposte da un testo preparato in precedenza. Obama ha affermato di aver parlato con “chiarezza” a Xi di diritti umani e di aver spiegato che, al contrario di quanto affermato dalla stampa e da politici filocinesi, gli Usa non hanno avuto “alcun ruolo” nel promuovere le manifestazioni pro-democrazia di Hong Kong. Xi Jinping ha fornito la risposta standard dei dirigenti cinesi, sostenendo che Pechino “ha fatto grandi passi in avanti” sul terreno dei diritti umani, evitando di affrontare casi scottanti come quello del premio Nobel per la pace Liu Xiaobo, che sta scontando una condanna ad 11 anni di prigione. Quanto alle proteste di Hong Kong, secondo Xi sono “illegali” e Pechino sostiene le posizioni del governo locale. Alla domanda del Nyt, Xi ha risposto in ritardo, usando una frase cinese secondo la quale “quando una macchina si rompe bisogna scendere e vedere qual’e’ il guasto”. Il significato sembra essere che i giornalisti chiamati in causa sono i responsabili del “guasto”, vale a dire che hanno fatto qualcosa di sbagliato e che per questo e’ stato loro negato il visto. Borse asiatiche Giornata positiva per la maggior parte dei listini d’estremo oriente. Bene in particolare la Borsa di Tokyo con l’indice Nikkei che è salito dello 0,43% ritoccando i nuovi massimi da sette anni a 17.197,05 punti. L’indice Topix si è invece attestato a 1.377,05 punti in rialzo dello 0,4%. La debolezza dello yen (il cambio dollaro/yen è salito ai massimi degli ultimi 6 anni) sta favorendo il rialzo dei corsi azionari grazie ad una economia notoriamente basata sulle esportazioni; gli addetti ai lavori stanno inoltre scommettendo sulla decisione del governo di ritardare l’aumento della tassa sui consumi che dovrebbe fare seguito a quello dal 5% all’8% in vigore dallo scorso aprile (l’ulteriore aumento porterebbe la tassa al 10%). Sul fronte macroeconomico da segnalare che questa mattina il ministero nipponico di Economia, Commercio e Industria, ha comunicato il dato relativo all’indice di attività del settore terziario che è salito in settembre a 98,8 punti da 97,8 di agosto. La lettura segna un progresso dell’1% dopo il calo dello 0,1% in agosto e a fronte dell’incremento dello 0,9% atteso dagli economisti. In rialzo anche le altre principali piazze azionarie asiatiche con Hong Kong che sale di mezzo punto percentuale, Seul ha chiuso in crescita dello 0,22% ed anche Shanghai guadagna lo 0,2 per cento. Graficamente tuttavia l’ultima ora di contrattazioni del Nikkei rischia di compromettere, almeno nell’immediato, il trend rialzista dell’indice. I prezzi si sono infatti allontanati rapidamente dai massimi di giornata a 17443 punti disegnando sul grafico daily una “shooting star”, candela spesso posizionata nella parte finale di un movimento ascendente. L’ipercomprato (sebbene non particolarmente marcato) presente sugli oscillatori più veloci sembrerebbe confermare l’ipotesi della correzione con i prezzi che in caso di ritorno al di sotto di quota 17000 avrebbero spazio per arretrare fino sui primi supporti rilevanti posti nei dintorni di 16700 (target successivo a 16400). La permanenza al di sopra di area 17000 ed il superamento dei massimi odierni a 17443, invece, restituirebbero vigore ai corsi proiettando obiettivi a 18500/19000 punti circa. Borsa Usa Wall Street ha chiuso poco mossa dopo i nuovi record degli indici S&P 500 e Dow Jones e in una seduta caratterizzata da scambi ridotti per la chiusura del mercato obbligazionario per la festività del Veteran’s Day. L’indice Dow Jones ha mostrato un progresso dello 0,01% a 17.614,90 punti, l’S&P500 è salito dello 0,07% a 2.039,68 punti mentre il Nasdaq si è attestato a 4.660,56 punti mostrando un progresso dello 0,19%. La seduta è stata caratterizzata da bassi volumi a causa della festività del Veterans Day. Sul fronte societario Zynga +10,89%. Jefferies ha alzato il rating sul titolo del produttore social game a buy da hold. D.R. Horton +2,26%. Il costruttore di case ha chiuso il quarto trimestre con un utile netto di 0,45 dollari per azione, in crescita rispetto ai 0,40 dollari dello stesso periodo di un anno prima ma inferiori al consensus (0,48 dollari). I ricavi sono aumentati del 33% a 4,24 miliardi, in linea con le attese. Gli ordini han no registrato un balzo del 38%. Xerox +1,12%. Il produttore di stampanti e fotocopiatrici ha annunciato la guidance per l’esercizio fiscale 2015. L’utile per azione adjusted è atteso tra 1,11 e 1,17 dollari. Gli analisti avevano indicato 1,17 dollari. La società ha confermato le stime per il 2014 (Eps adj. 1,11-1,13 dollari) ed ha aumentato il programma di buyback azionario. FCA +3,44%. Goldman Sachs ha avviato la copertura sul titolo del costruttore di auto con rating buy. Juniper Networks -5,69%. Il produttore di infrastrutture di rete ha nominato chief executive Rami Rahim che prende il posto del dimissionario Shaygan Kheradpir, entrato in carica in gennaio. Tesla Motors +3,78%. A spingere le quotazioni del titolo sono le indiscrezioni secondo cui Apple sarebbe interessata all’acquisto del produttore di auto elettriche. Alibaba -3,84% nonostante le vendite record nel “Single’s Day”. Rackspace +12,97%. L’operatore di data center ha pubblicato una trimestrale migliore delle attese. L’utile per azione nel terzo trimestre si è attestato a 0,18 dollari su ricavi per 459,8 milioni. Gli analisti avevano previsto un Eps di 0,16 dollari su ricavi per 458 milioni. Vivint Solar -22,32% a Wall Street. Il produttore di pannelli solari per uso domestico ha chiuso il terzo trimestre in perdita e fornito un outlook deludente. Europa Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in ribasso. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,45%, il Cac40 di Parigi lo 0,62%, il Ftse100 di Londra lo 0,13% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,8%. Telefonica +0,2%. L’operatore telefonico spagnolo ha chiuso i primi nove mesi con risultati leggermente migliori del previsto. L’utile è calato del 9,4% a 2,85 miliardi di euro (consensus 2,84 miliardi), il risultato operativo è sceso del 12,6% a 12,33 miliardi (consensus 12,19 miliardi) mentre il giro d’affari è diminuito del 10,9% a 37,98 miliardi (consensus 37,93 miliardi). E.On +0,3%. Il margine operativo dell’utility tedesca nei primi nove mesi è calato del 7% a 6,637 miliardi di euro. Gli analisti avevano previsto un peggioramento più marcato a 6,44 miliardi. La società ha confermato le stime per l’intero esercizio. L’Ebitda è atteso a 8,0-8,6 miliardi. Air France-KLM +0,09%. La compagnia aerea ha annunciato un aumento del 2% del traffico passeggeri nel mese di ottobre. Migliora anche il coefficiente di occupazione (+0,7% a 84,7%). Burberry -0,5%. Il gruppo del lusso britannico ha chiuso il primo semestre con un utile in crescita del 6%, in linea con le attese. SBM Offshore +17%. Il gruppo olandese ha raggiunto un accordo per chiudere alcuni contenziosi con le autorità olandesi e statunitensi. Italia Piazza Affari ha chiuso, ieri, intorno alla parità una seduta caratterizzata dalle trimestrali dei big bancari. L’indice Ftse Mib ha chiuso sulla parità (-0,01% a 19.255 punti). Pesante Unicredit (-3,30% a 5,41 euro) nonostante i primi nove mesi del 2014 abbiano mostrato un utile netto in crescita dell’81,3% a 1,8 miliardi di euro. Giornata di conti anche per Intesa SanPaolo (-0,17% a 2,24 euro) che ha archiviato i primi nove mesi del 2014 con un utile netto in crescita dell’88% a 1,2 miliardi di euro rispetto ai 640 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso. Mps (+1,95% a 0,679 euro) è stata trascinata dalle indiscrezioni, innescate da uno studio di Breakingviews, su un possibile merger con Bnp Paribas (che alcuni giorni fa ha smentito di esser coinvolta nel piano di rafforzamento patrimoniale di Mps). Tonica FCA (+2,98% a 9,15 euro) dopo essere stata inserita da Goldman Sachs nella sua lista “conviction buy” con target price fissato a 13,30 euro. Bene anche Telecom Italia (+1,57% a 0,869 euro) con Il Sole 24 Ore che ha scritto che in pole per acquistare le torri di Tim Brasil ci sarebbe American Tower, colosso statunitense delle infrastrutture di trasmissione. Pirelli ha guadagnato lo 0,93% a 10,77 euro traendo beneficio dalla promozione giunta questa mattina da Goldman Sachs.


I dati macro attesi oggi Mercoledì 12 novembre 2014 00:50 GIA Indice settore terziario set; 10:30 GB Tasso di disoccupazione ott; 10:30 GB Variazione n° disoccupati ott; 11:00 EUR Produzione industriale set; 11:00 GB Indice anticipatore set; 11:30 GB BoE Inflation Report; 16:00 USA Scorte e vendite all’ingrosso set.