La Campania si conferma la regione italiana con il profilo climatico più virtuoso per emissioni e consumi energetici pro capite. È quanto emerge dai dati di CIRO (Climate Indicators for Italian RegiOns), la piattaforma sviluppata da Italy for Climate in collaborazione con Ispra, che analizza le performance ambientali delle regioni attraverso 27 indicatori chiave.
Secondo il rapporto, la Campania conquista il primato nazionale per le minori emissioni pro capite, con 3,3 tonnellate di gas serra per abitante, contro una media italiana di 6,7 tonnellate, e registra anche il livello più basso di consumi di energia finale pro capite.
Un risultato positivo che riguarda anche il settore dei trasporti: le emissioni per abitante sono infatti le più basse d’Italia. Buone performance arrivano inoltre dall’industria, dove emissioni e consumi energetici rapportati al valore aggiunto prodotto si collocano tra i migliori risultati nazionali. Particolarmente positivo anche il dato relativo alla quota di consumi elettrici industriali, pari al 43%, superiore alla media italiana.
La regione mostra segnali incoraggianti anche sul fronte delle comunità energetiche: nel 2024 risultano attive 15 comunità energetiche, uno dei valori più elevati registrati in Italia.
Le criticità: petrolio, consumo di suolo e fertilizzanti
Accanto ai risultati positivi restano alcune criticità strutturali. Il sistema energetico regionale presenta ancora una forte dipendenza dal petrolio, che copre quasi metà del fabbisogno complessivo, mentre l’utilizzo di fertilizzanti in agricoltura risulta superiore alla media nazionale.
La vulnerabilità climatica è condizionata soprattutto dall’elevato consumo di suolo, tra i più alti d’Italia, e dalle perdite della rete idrica, superiori al dato medio nazionale. Rimane inoltre bassa la quota di immatricolazioni di auto elettriche.
“Attraverso la piattaforma CIRO abbiamo voluto fornire alle regioni uno strumento per misurare le proprie performance in materia di clima e transizione energetica attraverso 8 temi, 27 indicatori e un’unica metodologia in grado di garantire la comparabilità dei risultati”, ha dichiarato Andrea Barbabella, responsabile scientifico di Italy for Climate.
“L’obiettivo non è quello di fare delle classifiche, quanto piuttosto di far emergere le peculiarità spesso uniche dei singoli territori, mostrarne punti di forza e punti di debolezza e aiutare così le amministrazioni a individuare le proprie priorità di azione. CIRO vuole inoltre promuovere nei territori un dibattito sulla transizione basato su dati attendibili e scientificamente fondati, frutto del confronto con i tecnici di Ispra e con altre istituzioni scientifiche nazionali”.
Emissioni ed energia: il primato della Campania
Con 3,3 tonnellate di gas serra per abitante, la Campania è la regione con le emissioni pro capite più basse d’Italia. Gli assorbimenti naturali, rapportati alla superficie regionale, risultano invece inferiori alla media nazionale.
Anche sul fronte dei consumi energetici la regione registra il dato migliore del Paese. Il risultato è legato a diversi fattori, tra cui il clima mite che riduce il fabbisogno di riscaldamento, una struttura produttiva composta da settori meno energivori e un’elevata densità abitativa. Rispetto alla media nazionale, il mix energetico campano presenta però una maggiore presenza del petrolio e una minore quota di gas.
Rinnovabili ed edifici: risultati positivi
La Campania presenta una performance positiva sulle energie rinnovabili, sia per il livello di raggiungimento degli obiettivi fissati al 2030 sia per i nuovi impianti installati nel 2025.
Anche il settore degli edifici mostra dati favorevoli, grazie soprattutto alle condizioni climatiche della regione. Le emissioni pro capite del comparto sono inferiori alla media nazionale, mentre la quota di consumi elettrici degli edifici raggiunge il 39%, contro una media italiana del 31%.
Non è ancora disponibile il dato relativo agli edifici in classe energetica A del 2024, poiché solo recentemente la Campania ha aderito al Siape dell’Enea, il sistema informativo sugli attestati di prestazione energetica.
Industria e trasporti: indicatori tra i migliori in Italia
Nel settore industriale la Campania registra risultati generalmente positivi in rapporto al valore aggiunto prodotto. Le emissioni e i consumi energetici si collocano tra i livelli più bassi del Paese, mentre la quota di consumi elettrici industriali raggiunge il 43%, contro una media nazionale del 39%.
Per quanto riguarda i trasporti, le emissioni pro capite sono le più basse d’Italia. Positivo anche il tasso di motorizzazione, pari a 668 auto ogni mille abitanti, inferiore alla media nazionale di 701 auto ogni mille abitanti.
Restano invece da migliorare il dato sulle immatricolazioni di auto elettriche, tra le più basse d’Italia nel 2024, e quello relativo ai passeggeri trasportati dal trasporto pubblico locale.
Agricoltura e vulnerabilità climatica
In agricoltura la Campania presenta emissioni contenute e dati positivi per il numero di bovini allevati, circa 80 capi ogni mille abitanti, inferiore alla media nazionale, e per la quota di agricoltura biologica, leggermente superiore al dato italiano.
Il principale elemento critico riguarda invece l’utilizzo di fertilizzanti, superiore alla media nazionale.
Sul fronte della vulnerabilità climatica, la Campania registra un numero contenuto di eventi meteorologici estremi rispetto alla superficie regionale: 5 eventi ogni mille chilometri quadrati, contro una media italiana di circa 9 eventi.
La quota di popolazione esposta al rischio alluvione è relativamente bassa, pari al 5% contro una media nazionale del 12%, mentre rimane elevato il consumo di suolo, tra i più alti del Paese, e risultano superiori alla media italiana le perdite della rete idrica.





































