Clima, Legambiente: In Campania 70 eventi estremi in 11 anni

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Dal 2010 al 1 novembre 2021 la Campania ha registrato 70 eventi estremi, tra cui 25 danni da trombe d’aria, 21 allagamenti da piogge intense, 14 episodi di danni consistenti a infrastrutture o al patrimonio storico a causa del maltempo, 5 esondazioni fluviali. Sono i dati emersi dal rapporto annuale dell’osservatorio CittàClima 2021 di Legambiente. Gli effetti più evidenti sono nei centri urbani: a Napoli si sono verificati 18 eventi estremi, sei allagamenti da piogge intense, otto episodi di danni alle infrastrutture per piogge intense e tre danni da trombe d’aria. In seguito a questi eventi nel capoluogo si sono registrati 15 giorni con stop a metropolitane e treni urbani. Da segnalare il caso di Torre Annunziata, dove tra il 2010 ed il 2019 si sono verificate 8 trombe d’aria con danni a stabilimenti balneari, esercizi commerciali e abitazioni. Il report analizza anche il valore medio della temperatura nelle aree urbane, con Napoli che fa registrare un +1,4 grandi centigradi. In aumento anche la temperatura media, pari a 17,2 gradi nel capoluogo partenopeo nel periodo 2007-2016 e le cosiddette notti tropicali, che si verificano quando la temperatura notturna non scende al di sotto dei 20 gradi. In questo caso Napoli fa rilevare i maggiori scostamenti nel periodo 2007-2016, mentre per quanto riguarda i dati del 2019 spicca il +62 notti tropicali nel capoluogo campano. In base a uno studio sui cambiamenti climatici della Fondazione Cmcc (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici) si prevede, inoltre, un aumento di temperatura media di 2 gradi nella città di Napoli, con 50 giorni l’anno di ondate di calore in più rispetto ad oggi (quasi due mesi in più di caldo estremo). Le piogge intense che fino ad oggi si sono verificate ogni 10 anni, potrebbero verificarsi ogni ogni. E sulla città gravano le criticità legate al difficile drenaggio di acqua piovana: il problema degli allagamenti è reso ancora più grave dall’alto grado di impermeabilizzazione del suolo e dal fatto che Napoli è fra i comuni italiani con la più alta percentuale di superficie artificiale, pari al 63%. “Tutto questo – rileva Legambiente – porta a impatti secondari: voragini sulle strade ed edifici meno stabili per effetto di perdite della rete di drenaggio, infiltrazione di acque piovane dalla superficie e conseguente erosione del sottosuolo”.