Clima, in Italia 1,8 gradi in più in 15 anni. La classifica del Sole 24 Ore: a Bari il meteo migliore, Napoli 24^

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Bari si conferma la città con il clima migliore d’Italia, mentre Napoli resta tra le prime posizioni della classifica nazionale. È quanto emerge dall’aggiornamento dell’Indice del clima pubblicato da Il Sole 24 Ore, che analizza le condizioni meteorologiche dei capoluoghi italiani negli ultimi dieci anni. Nella graduatoria complessiva Napoli si colloca al 24° posto, all’interno del gruppo delle grandi città con il clima più favorevole.

All’estremo opposto della classifica si trovano invece Carbonia, Terni e Belluno, mentre il capoluogo pugliese guida la graduatoria per il terzo anno consecutivo.

L’indagine, pubblicata sull’edizione di lunedì 9 marzo del quotidiano economico, prende in esame 15 parametri meteorologici elaborati sulla base dei dati rilevati e validati da 3bmeteo. Gli indicatori misurano diversi aspetti del clima – dalle temperature alle precipitazioni, dalle ondate di calore al vento – con l’obiettivo di valutare il benessere climatico nelle città italiane.

Bari prima per il terzo anno consecutivo

Per il terzo anno consecutivo Bari si colloca al primo posto dell’Indice del clima, la classifica che rappresenta una delle anticipazioni della storica indagine sulla Qualità della vita realizzata ogni anno dal Sole 24 Ore.

La graduatoria fotografa le condizioni meteo medie nel periodo 2015-2025 e valuta quindici indicatori climatici che incidono sulla qualità della vita quotidiana.

Alle spalle del capoluogo pugliese si collocano soprattutto città della costa adriatica:

  • Barletta-Andria-Trani (seconda posizione, con dati medi dei tre capoluoghi),

  • Pescara,

  • Ancona,

  • Chieti.

Tra le prime dieci posizioni figurano soprattutto città costiere, come Livorno, Trieste e Imperia, ma anche centri situati in altura come Pesaro e Urbino ed Enna.

Napoli tra le prime quaranta città

Tra le grandi città italiane emergono due gruppi distinti.

Da un lato i capoluoghi con condizioni climatiche più favorevoli, tra cui Bari (1ª), Trieste (8ª), Venezia (15ª) e Napoli (24ª). Con loro anche Reggio Calabria (29ª), Cagliari (33ª) e Roma (37ª), tutte presenti nella prima metà della graduatoria.

Dall’altro lato si collocano diverse città del Nord nella seconda metà della classifica, come Milano (71ª), Bologna (72ª), Firenze (78ª) e Torino (90ª).

In generale, tra gli ultimi trenta posti si concentrano soprattutto città della Pianura padana, dove si registrano condizioni meteorologiche meno favorevoli.

Le città con il clima peggiore

All’ultimo posto della classifica si trova Carbonia, nel Sud Sardegna, penalizzata soprattutto da picchi di caldo estremo, indice di calore elevato e alta umidità.

Subito prima si collocano Terni, Belluno e Caserta.

Belluno, in particolare, è ultima in tre indicatori:

  • ha il minor numero di ore di sole giornaliere (6,8 in media contro le 9,2 di Agrigento, la più soleggiata);

  • registra il maggior numero di giorni freddi all’anno, circa 19,5;

  • presenta 263 giorni annui fuori dal comfort climatico per livelli di umidità troppo bassi o troppo elevati.

Il capoluogo veneto possiede però anche un record positivo: il minor numero di notti tropicali, solo 15 all’anno.

Terni, invece, risulta la città più penalizzata per ondate di calore e picchi di caldo estremo, fenomeni più intensi nelle aree interne rispetto alle città costiere, dove la brezza marina contribuisce a mitigare le temperature.

I primati climatici

L’analisi evidenzia anche alcuni record specifici.

Enna, grazie alla sua altitudine, registra il più basso indice di calore e la migliore circolazione dell’aria.

In città come Cagliari e Catania, invece, non si rilevano più giorni freddi all’anno, cioè con temperature percepite inferiori ai tre gradi.

Temperature in aumento e più eventi estremi

L’indagine mette in luce anche i trend climatici degli ultimi quindici anni.

La temperatura media annua in Italia è aumentata di 1,8 °C dal 2010, con incrementi più marcati al Nord (+2,3 °C) rispetto al Centro (+1,9 °C) e al Sud (+1,3 °C).

Allo stesso tempo crescono gli eventi legati al caldo:

  • 17 ondate di calore annue, circa 5,5 in più rispetto al 2010;

  • 14 picchi di caldo estremo;

  • circa 80 notti tropicali.

Le precipitazioni, invece, risultano meno frequenti ma più intense, mentre i periodi consecutivi senza pioggia raggiungono il 12% dei giorni annui, con picchi fino al 19% in alcune città del Sud.

Gli inverni risultano sempre più miti, con una riduzione dei giorni freddi e un aumento dello zero termico, indicatore della progressiva diminuzione della neve a bassa quota.