Cnr, la biologia è donna Premi a due under 40

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A cura di Cristian Fuschetto

In controtendenza con le statistiche ma in piena coerenza con la realtà. I due premi indetti dall’Isituto di Genetica e Biofisica del Cnr di Napoli vanno a due giovani ricercatrici e sono una salutare cartina di tornasole su quel che sta accadendo nel mondo scientifico non solo campano. Già leader di progetti internazionali e autrici (first co-autor) di pubblicazioni sulle più importanti riviste di settore, Margherita Perillo e Valeria Tarallo sono il segno, piccolo quanto si vuole eppure inaggirabile, di un mondo che sta cambiando. E in fretta. L’ultimo rapporto redatto da “Donne e Scienza” (Observa – Science in Society 2013) ci dice che nel nostro Paese le laureate in materie scientifiche guadagnano il dieci per cento in meno dei colleghi maschi? Un analogo studio di Nature ci ricorda che le pubblicazioni scientifiche sono ancora saldamente in mano ai maschi? Bene, non durerà a lungo per una ragione molto semplice: i laboratori sono sempre più animati da cervelli al femminile come quelli di Margherita e Valeria. Riccio, non solo eleganza – Ricercatrice presso la Stazione zoologica Anton Dohrn, la Perillo è già in partenza per un’esperienza in Europa. “Il premio mi servirà per partecipare al congresso Euroevo-devo che si terrà a Vienna ad agosto, dove gli scienziati che studiano evoluzione e sviluppo si incontreranno per condividere e commentare le ultime scoperte”. La Perillo si è aggiudicata il Graziella Persico Lecture and Travel Award grazie alle sue ricerche sul riccio di mare, modello efficace per capire il funzionamento dei nostri organi perché il riccio dal punto di vista evolutivo presenta molti punti in comune con i vertebrati. “Ho scoperto – spiega – che nel riccio di mare ci sono cellule che hanno delle caratteristiche in comune con il pancreas dei mammiferi”. In pratica sotto la sua lente sta prendendo forma la linea evolutiva (lunga milioni di anni) del pancreas, un lavoro che sta portando alla luce anche i meccanismi attraverso cui la natura ha fabbricato un ormone essenziale anche dal punto di vista farmacologico come l’insulina. “Studiare l’evoluzione è sopratutto cultura, nonchè storia. Una sorta di archeologia della natura che ci permette di capire come siamo fatti e come si sono creati gli organismi attuali”. Nuovi farmaci contro il cancro – Alla Tarallo, ricercatrice presso il Laboratorio di Angiogenesi dell’Igb, va invece il Premio Giovani Biologi organizzato dal gruppo partenopeo del Club Rotary. “Sono tornata in Italia dopo tre anni trascorsi in America, ora ho la fortuna di essere nuovamente a casa. Sogno di creare un gruppo di ricerca indipendente ed affermarmi a livello internazionale”. Esperta nella regolazione dell’espressione genica, sono due i focus su cui sta ora concentrando il suo lavoro: lo studio dei geni in una particolare famiglia di proteine nell’angiogenesi fisiologica e patologica e l’identificazione di un nuovo meccanismo responsabile della degenerazione maculare legate all’età. “La mia ricerca – specifica la giovane ricercatrice – si occupa di inibire la formazione di vasi del sangue nei contesti patologici del cancro e della degenerazione maculare legata all’età”. “Oggi i filoni della ricerca si legano alla medicina e all’industria ed è giusto che sia così – commenta il direttore dell’Igb-Cnr, Antonio Simeonema la ricerca di base è ancora fondamentale”. •••  


Tra geni e archeologia della natura Laureata in Biologia alla Federico II, Valeria Tarallo entra a far parte del laboratorio di Angiogenesi presso l’Istituto di Genetica e Biofisica “A. Buzzati-Traverso”, dove consegue il titolo di dottore di ricerca nel gennaio 2009 per poi specializzarsi in America, presso l’Università del Kentucky. Nel 2013 si aggiudica un Career Integration Grant della Marie Curie. È autrice di 15 pubblicazioni su riviste internazionali, in sei delle quali è primo o co-first autore. Laureata nel 2008 in Biotecnologie alla Federico II, Margherita Perillo svolge da subito le sue ricerche alla Stazione zoologica Anton Dohrn sull’evoluzione delle cellule pancreatiche. Lavora, inparticolare, con il riccio perché, da un punto di vista evolutivo, presenta molti punti in comune con i vertebrati. Scopre, in particolare, una proteina che può essere considerata antenata dell’insulina, studio fondamentale per la produzione di farmaci innovativi contro il diabete.

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