Codice degli appalti: dèbat pubblic sulle proposte di modifica

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di Salvatore Magliocca

Sul sito del Ministero delle Infrastrutture – al seguente link: http://consultazioni.mit.gov.it/ – è on line dal 10 agosto e vi resteranno fino al prossimo 10 settembre, per la consultazione pubblica, le ipotesi di modifica del Codice Appalti che precederà una proposta di riforma del Codice stesso che il Governo presenterà in autunno.
Tutti possono registrarsi e vedere tutti gli interventi effettuati ed eventualmente anche di commentarli, con un allargamento dell’attività di dèbat public che inizia ad essere un importante strumento di partecipazione.
Nell’ambito delle consultazioni gli interventi saranno nominativi e visibili a tutti i partecipanti registrati, in applicazione del principio di trasparenza.
In vista di questa attività propedeutica alla proposta di modifica al Codice, che il Governo intende proporre, ciascun operatore può inviare proposte tecniche e suggerimenti di modifica.
L’obiettivo, ovviamente, è quello di puntare ad una migliore efficienza del sistema dei contratti pubblici, una maggiore semplificazione del quadro normativo, con l’auspicio di avere maggiore chiarezza ed eliminare le criticità sia sul piano normativo che su quello applicativo.
Gli spunti di riflessione sui quali è possibile esprimersi, costituiscono dei punti di criticità urgenti, rilevati attraverso l’opera di monitoraggio del Ministero svolta nel corso dei primi due anni di vigenza del Codice.
I temi di riflessione sono ben 29. Tra questi spiccano: la rivisitazione della figura del Rup, qualificazione delle stazioni appaltanti e delle imprese di costruzioni, deroghe al principio dell’affidamento dei lavori, limite ai ribassi sul prezzo, subappalti e relative limitazioni, affidamenti in house, compensi dei commissari di gara, compiti dell’ANAC e relative linee guida, gravi illeciti professionali, appalto integrato.
E’ importante sottolineare che questo elenco non limita il perimetro della consultazione. Tutti i coloro i quali ne hanno interesse possono segnalare ulteriori tematiche evidenziando e descrivendo quelli che vengono valutati come elementi di criticità, magari suggerendo anche delle ipotesi di soluzioni normative.