Coldiretti, anche in Campania sos verdure: in italia 300 mln persi per il maltempo

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“L’ondata di freddo e gelo ha devastato le coltivazioni agricole in tutta Europa dove si sta verificando un crollo delle disponibilità per il taglio dei raccolti nelle campagne e le difficoltà di consegna nelle città a causa dei blocchi della circolazione”. È quanto emerge da un monitoraggio degli agricoltori della Coldiretti. “Nonostante i problemi che permangono in molte aree della Penisola gli agricoltori- sottolinea la Coldiretti in una nota- hanno lasciato le campagne per offrire la possibilità di acquistare le verdure a chilometro zero sopravvissute del proprio territorio”. Il rischio è che “alla fine il conto pagato dall’agricoltura per questa ondata di maltempo potrebbe superare i 300 milioni di euro come accaduto nell’ultima gelata siberiana del 2012”, avverte la nota. In un momento “di grande difficoltà- precisa l’associazione agricola- si tratta di un atto di solidarietà a favore dell’economia e dell’occupazione locale ma anche di un aiuto al proprio benessere per combattere il grande freddo con prodotti salutari”. A cambiare con il freddo è infatti anche il menu con un notevole aumento della richiesta di zuppe con le cosiddette verdure del freddo, consumate proprio per combattere le temperature più rigide. Le conseguenze dell’ondata di neve e ghiaccio – continua la Coldiretti – riguardano molti Paesi del vecchio continente dalla Gran Bretagna all’Ungheria fino a Serbia, al Montenegro, Macedonia e Croazia dove si registrano danni alle colture di ortaggi e ai frutteti. Preoccupante è però la situazione nei principali Paesi produttori come in Spagna dove ad avere la peggio sono stati mandorleti, pescheti e carciofaie e le produzioni orticole come patate e lattughe con decine di milioni di euro di danni mentre in Francia sono stati colpiti frutteti e ortaggi e si registrano difficoltà nelle consegne per i blocchi della circolazione a causa della neve.
“Per effetto del maltempo che ha investito l’Europa i raccolti sono drammaticamente crollati con una stima solo in Italia di 1/5 di consegne di verdure in meno secondo la Coldiretti anche per effetto del gelicidio che ha ostacolato i trasporti”. Dalla Lombardia al Piemonte, dall’Emilia Romagna alle Marche, dal Lazio alla Campania, dalla Toscana all’Abruzzo fino alla Puglia “sono decine di migliaia le aziende agricole che hanno perso le produzioni di ortaggi invernali prossimi alla raccolta, dai carciofi alle rape, dai cavolfiori alle cicorie, dai finocchi alle scarole, ma sono stati danneggiati- sottolinea la Coldiretti- anche i vivai di piante e fiori mentre sono perduti in molti casi gemme e fiori di piante da frutto, dalle albicocche ai mandorli”. In Liguria, continua la Coldiretti, “la maggior parte delle mimose per la festa delle donne l’8 marzo è stata già raccolta per sottrarla alla morsa del gelo, ma si teme per i fiori ancora rimasti sui rami”. In alcune regioni è stato chiesto di avviare le procedure per verificare se ci sono le condizioni per lo stato di calamità. Nei campi – continua la Coldiretti – è corsa contro il tempo per raccogliere le produzioni salvate dal gelo e per proteggere quelle sopravvissute. “Una situazione drammatica che colpisce le aziende agricole dopo che nel mese di gennaio i vegetali freschi hanno fatto registrare una diminuzione del 21,6% dei prezzi al consumo secondo l’Istat, con quotazioni anche dimezzate nelle campagne rispetto allo scorso anno per alcune produzioni come pomodori, peperoni indivie e lattughe mettendo a rischio aziende e posti di lavoro”. Se poi il gelo non dovesse mollare la presa si teme per la sopravvivenza di molte piante che hanno livelli di sopportazione diversi rispetto al freddo – spiega la Coldiretti – da -3 a -5 gradi per gli agrumi, da -10 a -12 per kiwi e l’ulivo, da -16 a -18 per la vite, da -18 a -22 per ciliegio, albicocco e mandorlo, da -22 a-25 per pero e melo. Preoccupazione anche per i vigneti – conclude la Coldiretti – se le temperature minime dovessero scendere per lungo tempo su valori estremamente bassi. I danni alle piante, che potranno però essere verificati definitivamente solo nei prossimi giorni, sono destinati a compromettere le produzioni nel tempo poiché occorrono anni prima che prima che si possa sostituire la pianta e che quella nuova inizi a produrre.