Coltivazioni del futuro per alimentare una umanità in costante incremento demografico

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Oltre a trovarsi dinanzi alla necessità, in futuro, di ottenere in futuro più energia con meno emissioni, l’umanità si trova dinanzi all’esigenza di assicurare derrate alimentari sufficienti a una crescita della popolazione che è avvenuta in maniera lineare: inn poco più di vent’anni, dal 1995 ai giorni nostri, essa è cresciuta del 50%, passando dai 5 miliardi di persone ai quasi 7,5 miliardi di oggi.

TREND GLOBALI
E ancora: entro il 2030, secondo una stima delle Nazioni Unite, il pianeta potrebbe contare oltre 8,5 miliardi di abitanti. Le Nazioni Unite (United Nations Department of Economic and Social Affairs) stimavano nel 2017 che alla fine del secolo la popolazione mondiale possa superare abbondantemente gli 11 miliardi di individui.
I trend globali sembrano dunque suggerire nel medio/lungo periodo un aumento costante della domanda energetica non meno che di prodotti di sostentamento. L’incremento demografico mondiale, un trend inarrestabile, rende il tema della fornitura di energia in tutte le aree del pianeta e la fornitura di cibo per l’intero genere umani un argomento centrale per le sfide del futuro.
E così, mentre nel mondo si contano 1 miliardo e 200 milioni di persone che non hanno accesso all’energia elettrica (ciò significa che oggi tre persone su dieci sul pianeta non hanno possibilità di fruire degli standard minimi di accesso all’energia), si prevede che il fabbisogno alimentare globale può crescere dell’80% entro il 2100. E un gruppo di ricercatori tedeschi calco che il fabbisogno calorico medio giornaliero per persona salirà di ben 253 calorie tra 2010 e 2100.
Ecco perché sulla nuova frontiera della agricoltura, la coltivazione idroponica (o idrocoltura), una delle tecniche di coltivazione fuori suolo, detiene un ruolo di importanza fondamentale.
Di che si tratta? Di produzioni in cui la terra è sostituita da un insieme di sostanze che formano un substrato inerte (argilla espansa, perlite, vermiculite, fibra di cocco, lana di roccia…) mentre la pianta viene irrigata con una soluzione nutritiva composta dall’acqua e da composti, per lo più inorganici, necessari ad apportare tutti gli elementi indispensabili alla normale nutrizione minerale.

RISORSE IDRICHE
Il tema alimentare si incrocia in questo caso anche con un’altra colossale criticità dei nostri giorni: l’approvvigionamento d’acqua. Tema cruciale perché si calcola che dal 2025 due terzi della popolazione mondiale soffrirà già di scarsità idrica. Inoltre già nel 2050 la popolazione del mondo potrebbe superare i 9 miliardi di abitanti. E’ evidente che trovare altri altri modi di coltivare e consumare sarà ineludibile, a meno che non si vuole condannare la maggior parte della popolazione a una vita di stenti.
In definitiva nei prossimi 50 anni dovremmo produrre più cibo di quanto ne sia stato consumato in tutta la storia dell’umanità. L’idroponica è una delle soluzioni possibili considerando anche il fatto che, nei sistemi più avanzati, le pompe che gestiscono l’apporto d’acqua sono collegate a pannelli solari, il che permette ovviamente di ridurre il consumo di energia e gestire tutto – umidità, nutrienti, temperatura – mediante impianti controllati da computer. La coltura idroponica consente produzioni abbondanti al di là della stagionalità. Anche in zone aride. E non è senza importanza, oggi che siamo assillati dalle norme anti Covid – il fatto che assicura la totale sicurezza igienico-sanitario durante tutto l’anno.