Comdata, Tommasini (Cgil): La sede a Marcianise viola il principio della territorialità

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In foto Alessandra Tommasini

“Dietro il più grande cambio di appalto del mondo delle telecomunicazioni relativo alla gara Inps vinta da Comdata e che coinvolge circa 750 lavoratori di Almaviva, Comdata e Covisian si sta consumando un episodio grave che danneggia la stragrande maggioranza delle persone coinvolte”. A dichiararlo sono Alessandra Tommasini, segretario generale Slc Napoli, e Walter Schiavella, segretario generale Cgil Napoli “Difatti – spiegano Tommasini e Schiavella – il mancato rispetto del principio di territorialità si evince dalla scelta di Comdata di individuare una sede a Marcianise in provincia di Caserta. Tale decisione non tiene conto di quell’indirizzo previsto dalle clausole sociali per cui la sede da individuare nei cambi di appalto deve essere nel territorio dove hanno svolto il proprio mestiere i lavoratori coinvolti dal cambio di appalto”.
Cosa “ancora più grave – secondo Tommasini e Schiavella – è ciò che riguarda i lavoratori della vertenza Comdata. A blindare il loro diritto a rimanere sul territorio partenopeo è l’accordo firmato a luglio 2018 presso il Ministero del Lavoro dove l’azienda sottoscrisse con le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali insieme alle rsu che la sede nuova sarebbe stata individuata nel perimetro partenopeo”. Tommasini e Schiavella spiegano quindi che “sulla scorta di ciò, a giusta ragione insieme ai lavoratori rivendichiamo il rispetto delle clausole sociali e dell’accordo ministeriale, tutele sulle quali non si deve arretrare di un millimetro perché creerebbe un precedente pericoloso quale quello di permettere alle aziende nei cambi di appalto di scaricare sui lavoratori i costi di gare al massimo ribasso. Queste sono le premesse con cui la Cgil si recherà venerdì 20 settembre a Roma all’incontro con il presidente di Inps per far valere le ragioni dei lavoratori part time che riceverebbero un danno economico enorme legato ai costi di raggiungimento di una sede lontana e disagiata dal punto di vista del trasporto pubblico o che addirittura sarebbero costretti a non accettare l’impiego”, concludono.