Com’è articolata la protezione consolare

173

Per protezione consolare si intende l’aiuto fornito da un paese ai suoi cittadini che vivono o viaggiano all’estero e hanno bisogno di assistenza, ad esempio in caso di: arresto o detenzione; incidente grave; malattia grave o decesso; catastrofi naturali o disordini politici; smarrimento del passaporto o dei documenti di viaggio. Sempre più cittadini europei viaggiano e vivono all’estero. Tuttavia, non tutti gli Stati membri dell’UE hanno un’ambasciata o un consolato in ogni paese terzo. In effetti, quasi 7 milioni di cittadini dell’UE viaggiano o vivono al di fuori dell’Unione in luoghi in cui il loro Stato membro non ha un’ambasciata o un consolato. Cosa succede ai cittadini non rappresentati quando hanno bisogno di aiuto all’estero? I cittadini dell’UE hanno diritto a chiedere l’aiuto dell’ambasciata o del consolato di qualsiasi altro Stato membro dell’Unione. In altre parole, gli Stati membri devono assistere i cittadini dell’UE non rappresentati alle stesse condizioni dei propri cittadini.  Si tratta del diritto alla parità di trattamento, uno dei diritti fondamentali dei cittadini dell’UE sancito dall’articolo 20, paragrafo 2, lettera c), e dall’articolo 23 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea e dall’articolo 46 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE. Nell’aprile 2015 il Consiglio ha adottato nuove norme sulla protezione consolare dei cittadini dell’UE non rappresentati che vivono o viaggiano al di fuori dell’UE. Le nuove norme chiariscono: quando e come i cittadini dell’UE hanno il diritto di ricevere assistenza dalle ambasciate o dai consolati di altri paesi dell’UE; in che modo i paesi dell’UE dovrebbero coordinare la loro assistenza. Grazie a queste nuove norme i cittadini europei beneficiano di una migliore protezione consolare all’estero e la cooperazione tra autorità consolari è stata semplificata. La direttiva si applica a decorrere dal 1º maggio 2018. I documenti di viaggio provvisori costituiscono il  tipo di assistenza fornito più di frequente ai cittadini al di fuori dell’UE in luoghi in cui il loro paese di origine non ha un’ambasciata o un consolato. Questi documenti sono rilasciati ai cittadini i cui passaporti o documenti di viaggio sono stati smarriti, rubati o distrutti. Sono essenziali per contribuire al rimpatrio sicuro di tali cittadini. Nel 1996 i paesi dell’UE si sono accordati su un modello comune di documento di viaggio provvisorio dell’UE. Su invito del Consiglio, nel maggio 2018 la Commissione ha proposto nuove norme volte ad aggiornare i documenti di viaggio provvisori dell’UE e a renderli più sicuri. Il 18 giugno 2019 il Consiglio ha adottato la direttiva su un documento di viaggio provvisorio dell’UE. La direttiva aggiorna le norme, il modello e le caratteristiche di sicurezza del documento di viaggio provvisorio dell’UE e semplifica le formalità per i cittadini dell’Unione non rappresentati nei paesi terzi.L’UE e i suoi Stati membri possono portare avanti iniziative consolari congiunte se i diritti dei cittadini dell’UE sono oggetto di costanti violazioni o se i cittadini si trovano confrontati a circostanze difficili all’estero. Ad esempio, si potrebbe ricorrere a un’iniziativa consolare per affrontare ulteriormente la questione dei cittadini dell’UE che vivono in condizioni di detenzione molto precarie in alcuni paesi, privati dell’accesso al cibo o ai medicinali. Facendo seguito alle iniziative consolari, l’UE e i suoi Stati membri possono anche avviare un’iniziativa di cooperazione consolare, il cui obiettivo è proseguire le discussioni con le autorità dei paesi terzi per migliorare la situazione dei cittadini dell’UE. Visto che non tutti gli Stati membri sono presenti in tutto il mondo, è fondamentale che essi collaborino per garantire che tutti i cittadini UE che si trovano in difficoltà ricevano assistenza alle stesse condizioni. La rete consolare degli Stati membri si riunisce nei paesi terzi per discutere di questioni di interesse comune riguardanti i cittadini dell’UE che si trovano in tali paesi. Inoltre, il personale consolare degli Stati membri rappresentati nel paese in questione può incontrare la delegazione dell’UE in preparazione alle situazioni di crisi, in particolare per elaborare un piano di emergenza congiunto. Inoltre, i dipartimenti consolari e i centri di crisi degli Stati membri, come anche le delegazioni dell’UE, usano una piattaforma online ai fini della condivisione di informazioni e della pianificazione di emergenza. Il Gruppo “Affari consolari” (COCON) è l’organismo del Consiglio competente per trattare questioni relative alla cooperazione consolare. Pone l’accento sullo scambio di opinioni e sul coordinamento della cooperazione consolare con gli Stati membri dell’UE e il servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) nei paesi terzi. L’UE si riunisce periodicamente con  gli Stati Uniti, il Canada e l’Australia per discutere di questioni di interesse comune e di cooperazione. La presidenza del Consiglio rappresenta l’UE in occasione di queste riunioni. Le discussioni sono incentrate su una serie di argomenti, tra cui: preparazione alle crisi consolari e loro monitoraggio; cooperazione in risposta alle crisi recenti; iniziative consolari e iniziative di cooperazione consolare;individuazione di possibili questioni di interesse reciproco; condivisione delle informazioni.