Come fanno i ragazzini a sapere che i negri sono di merda?

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Dovrebbero essere amici perché a quell’età non si bada al colore della pelle. Invece, il razzismo comincia proprio a 13 anni, tra giocatori di squadre della categoria Esordienti. Perché così gli viene insegnato. Poi si continua nei grandi stadi. L’ultimo caso inquietante è accaduto a Ponte San Pietro. Torneo regionale in piena regola con tanto di punti e classifica. Il giocatore offeso rifiuta le scuse. Il colpevole è sospeso per un mese. All’allenatore non basta e ritira la squadra dal torneo. Si puniscono i giovani incoscienti ma non chi predica odio e disprezzo pur di raccogliere voti.

L’UEFA dovrebbe scusarsi, invece aggredisce
Un tempo importante era partecipare. C’era la lealtà sportiva e le strette di mano amichevoli. Vincevano tutti. Il risultato era marginale. Oggi si può criticare una sentenza di cassazione ma non un arbitraggio. C’è troppo denaro in gioco perché sia ammesso il dissenso. Il direttore di gara ha sempre ragione ed è pure vietato criticarlo, anche se i suoi errori sono evidenti e clamorosi. Anziché scusarsi per il notevole danno causato alla Roma contro il Liverpool, indagano Pallotta per condotta impropria. E i quattro arbitri che non vedono? Se non c’è democrazia non c’è sport.

E se, anziché il fascismo, tornasse il comunismo?
Finora c’è stata ammirazione per chi ha tanti soldi. Ma da un po’ di tempo troppe aziende e esercizi chiudono. Per le donne è difficile trovare lavoro, come pure per i giovani. Milioni di italiani vivono al di sotto della soglia di povertà. Calciatori, allenatori e grandi manager, però, hanno redditi da capogiro, magari meritati. Oltre mezzo milione al giorno. La maggior parte degli italiani non li guadagna nell’intero arco della vita. C’è chi sostiene che riducendo quegli stipendi si darebbe lavoro a molta povera gente. Io, invece, mi chiedo che se ne fanno di tutto quel denaro.

Con un altro delitto di Macerata diventeremo tutti leghisti
Tra i tanti pensatori di cinque stelle non c’è nessuno che abbia ascendente su Di Maio e lo consigli di stare qualche ora con la bocca chiusa? Ogni volta che parla gli casca dalla borsa qualche voto. Ne ha già persi migliaia, non solo in Molise e in Friuli. Vuol dire che le sue trattative non hanno incontrato il consenso degli elettori. Il popolo, seppure sogni il reddito di inattività, non è stupido del tutto. In meno di due mesi hanno capito che quel leader non sa fare politica. E neppure il suo omologo padano. Del resto, dove avrebbero imparato un’arte così difficile e sofisticata?

Non è mobilitando i propri elettori che si forma il governo
Salvini vorrebbe infiammare la piazza, che, però, si è già espressa il 4 marzo. Non avendo vinto nessuno, ogni partito ha il dovere di sforzarsi per trovare l’accordo con qualcun altro. Anche se i programmi non sono simili, anzi opposti. Non è con la prepotenza né con l’ostinazione che si ottiene il mandato per formare il governo. Minacciare nuove elezioni non è nell’interesse del paese La seconda Repubblica, dove i contendenti erano due, garantiva il vincitore subito dopo le elezioni. Oggi, essendo nato un terzo polo, non sarebbe equo. Governerebbe il 33% su tutti gli altri.

Far decidere al popolo è una visione distorta della democrazia
È bene ricordare – senza offesa per nessuno – che gli elettori non hanno alcuna competenza per influenzare i propri leader. Il popolo che è animato solo da passioni e opinioni non costruttive può dare indicazioni della propria volontà attraverso il voto. Il modo di utilizzare i risultati spetta poi ai politici, che conoscono gli obiettivi prefissi e le strategie per arrivarci. Così stabilisce la Costituzione della nostra Repubblica parlamentare. Se chiamati in causa perché non ci sono idee i cittadini non debbono farsi coinvolgere. Ognuno assuma le proprie responsabilità e pensi anche al paese.

Niente paura, questa è una rapina mafiosa
Rapinando l’intera città anziché una banca, impresa talvolta rischiosa, si impossessano dei soldi pubblici. Incredibile a dirsi, la politica non sempre c’entra. Gli attori sono funzionari. Non occorre spargimento di sangue né violenza per manipolare l’assegnazione degli appalti. Nei primi quattro mesi del 2018 sono stati sciolti 12 Comuni in odore di mafia, tutti al Sud. Ma è capitato anche in Padania. Arriva il Commissario del governo. Due anni dopo si rifanno le elezioni. I corrotti rimangono al proprio posto e si ricomincia da capo. Nessuno finisce il prigione. Non cambia nulla.