Commercialisti: Start-up non sono isole felici

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”Costruire una start up oggi e parlare di progetti innovativi è diventato ormai un fenomeno di costume, ma queste iniziative imprenditoriali non sono isole felici e nascondono diverse problematiche aziendali”. A dirlo Giuseppe Diretto, presidente nazionale Unagraco, Unione nazionale commercialisti ed esperti contabili. “La difficoltà -sostiene- è proprio quella di disegnare il modello di business e far sì che una idea vincente divenga un’impresa di successo. Purtroppo, l’idea non sempre ha in sé un modello di business, analisi finanziarie e di mercato. Spesso nasce da bisogni latenti di semplicità ed immediatezza percepiti da comuni utenti, in quali sviluppando una app o realizzando software eliminano o riducono inefficienze della vita quotidiana di tutti noi”. “Non bisogna sottovalutare -avverte- il ruolo fondamentale che rivestono oggi le start up nel digitalizzare settori appartenenti all’old economy, pertanto tale ecosistema non può prescindere dal territorio di riferimento e dalla distribuzione di aziende già avviate sullo stesso settore”.
 “Approcciare alla trasformazione digitale -chiarisce- significa per le imprese mature individuare, seguire, emulare o adottare nuovi modelli di business a maggiore valore aggiunto in una catena del valore sempre più centrata sul consumatore finale e sull’esperienza di quest’ultimo. Su questo le start-up possono insegnare l’approccio e proporre le soluzioni. Ma il linguaggio deve essere comune o per lo meno condiviso”. Per questo motivo l’Unagraco, Unione nazionale commercialisti ed esperti contabili, ha deciso di dedicare il congresso nazionale alle startup e alla grande portata innovativa della tecnologia per i professionisti, che avrà luogo il 27, 28 e 29 aprile a Napoli, dal titolo’Startup d’impresa e innovazione tecnologica: crescita, sviluppo e nuove opportunità’.