Commercialisti, un lavoro da trincea per affrontare la crisi

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In foto Giuseppe Puttini

di Marco Milano

Contribuenti spaesati che non sanno come orientarsi tra i tanti decreti e commercialisti in prima linea. Giuseppe Puttini, candidato presidente della lista “Cambiamo Insieme” alle prossime elezioni dell’Odcec di Napoli interviene sull’argomento e chiede al Governo “un maggior coinvolgimento nella formulazione delle leggi perché i commercialisti sono quelli che oltre a poter essere fattivi nella formulazione delle regole, possono mediare tra chi emana le norme, chi deve applicarle e chi deve rispettarle”. Secondo quanto evidenziato dallo stesso Puttini “nell’emergenza Covid-19 i commercialisti sono la categoria in prima linea al pari dei medici. Alla crisi sanitaria infatti ha fatto subito seguito la crisi economica, travolgendo soprattutto la media e piccola imprenditoria, le centinaia di migliaia di attività distribuite su tutto il territorio nazionale che stanno chiudendo o che sono in grandissima difficoltà”. Il candidato presidente alle prossime elezioni per l’Ordine dei Commercialisti di Napoli ha spiegato come sia centrale il ruolo dei commercialisti come punto di riferimento stabile per i contribuenti sempre più spaesati “Con tutte le novità susseguitesi – ha spiegato Puttini – sin dalle prime fasi dell’emergenza da coronavirus la clientela è andata in tilt e ha riversato su di noi tutte le sue ansie a cui abbiamo dovuto rispondere con chiarezza, fornendo rassicurazioni lì dove spesso si navigava a vista in attesa dei decreti successivi. In questa crisi globale la nostra è una consulenza che ormai va oltre la nostra professione. Siamo sempre più psicologi oltre che commercialisti perché quotidianamente il cliente in difficoltà ci chiede come fare per non chiudere, come fare ad avere incentivi, soprattutto ora che lo spetto del lockdown avanza a grandi passi nuovamente. Abbiamo quindi creato un gruppo di lavoro operativo 24 ore al giorno per dare ai clienti quello che cercano: risposte chiare e sicurezza. Quello che sento di dire, però, è che noi commercialisti dovremmo essere consultati prima di formulare le norme, non dopo. Perché conoscendo la materia, il territorio e le esigenze di tutti i contribuenti – aggiunge – possiamo renderci utili nel formulare le norme e la nostra esperienza può essere utile a chi deve legiferare in materia”. E dal professionista napoletano arriva anche una “ricetta”, una proposta per migliorare la situazione in questo momento complesso. “Sarebbe importante evitare il rischio di ‘scollamenti’ tra chi emana le norme, chi deve applicarle e chi deve rispettarle – spiega – per questo motivo se veniamo coinvolti attivamente nella formulazione delle regole, possiamo essere ancora più mediatori ‘attivi’ e propositivi tra lo Stato, i nostri clienti e tutti i semplici cittadini che devono pagare le tasse”.