Commercio, flop della legge regionale sulle botteghe storiche: in tre anni censite solo 18 imprese

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In foto la Casa della Penna a Napoli
Doveva essere una grande occasione di rilancio del commercio regionale. Invece la legge regionale numero 11 del 2014, che nelle intenzioni tutela e rilancia locali, negozi e botteghe d’arte e degli antichi mestieri a rilevanza storica, è un vero e proprio flop. Un buco nell’acqua. L’ultimo elenco dei beneficiari, aggiornato al 30 agosto 2017 e pubblicato sul sito web della Regione Campania, evidenzia come siano solo 18 le attività censite. Una miseria rispetto alle centinaia di negozi, locali e botteghe di importanza storica del territorio. Inoltre leggendo la lista si scopre come di queste 18 attività addirittura 16 sono ubicate nel Comune di Napoli.
In foto la fabbrica di cioccolato Gallucci
Il che significa che nella restante parte della Campania nessuno ha usufruito di questa normativa. Che, per il primo anno di vita (2014), aveva una dotazione finanziaria di 160mila euro. A sentire i commercianti c’è poca informazione sulle opportunità offerte dalla legge e, comunque, accedere ai benefici non è così semplice. Peraltro i problemi sono altri, come evidenziano gli imprenditori del Vomero, una delle culle del commercio napoletano. Istituzione delle zone pedonali senza la creazione di nuovi posti auto, peggioramento delle condizioni del traffico e una concorrenza spietata da parte della grande distribuzione “stanno desertificando aree come via Scarlatti e via Luca Giordano”, spiega Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori Collinari. Di sicuro l’amministrazione regionale è chiamata a individuare nuovi strumenti per aiutare gli esercizi storici a risollevarsi.
E.S.
In foto l’interno della Pizzeria Gorizia