Commercio, imprenditori napoletani costituiscono una task force per la Fase 2

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Sono ristoratori, barbieri, titolari di centri estetici, imprenditori di diversi settori che si sono uniti in una task force e dicono: “Siamo qui per dare il nostro contributo alle istituzioni”. Una task force che chiede a Comune di Napoli e Regione Campania di essere ascoltata: “abbiamo idee e proposte che, a nostro avviso, sono utili in questa Fase 2 per garantire i protocolli di sicurezza”. Così un gruppo di operatori – imprenditori, professionisti, commercianti – si mette a disposizione “gratuitamente, delle istituzioni per aiutare Comune di Napoli e Regione Campania a prendere misure economiche e tecniche da adottare per contenere il contagio in modo da consentire anche il proseguimento delle attività produttive, seppur in maniera, ridotta fino al termine dell’emergenza”. A far parte del gruppo di professionisti ci sono Antonino Della Notte, presidente nazionale Aicast, Stefano Meer, commercialista e imprenditore, Antonio Raio, presidente Associazione Commercianti Forcella, Marina De Lucia, rappresentante di Commercianti Uniti, Guido Guida, rappresentante Associazione “Io non apro”, Antonio Cardone, rappresentante Commercianti Uniti. “E’ una cosa nata dal basso – spiega Meer – questa task force è un gruppo di 30 persone rappresentativo di tutta la città di Napoli, esponenti di settori messi in ginocchio dall’emergenza sanitaria”. Se, per esempio, un commerciante avesse la necessità di uno spazio maggiore, all’esterno, così da garantire la distanza di sicurezza minima tra i tavolini, la richiesta al Comune è una sburocratizzazione nella richiesta della concessione in deroga dello spazio. “Per quanto riguarda la Regione – aggiunge Meer – potremmo dare una mano per quanto riguarda le ordinanze, per far comprendere a tutti cosa è previsto”. Tra le richieste “il prolungamento della cassa integrazione fino a dicembre”. “Al momento – sottolinea – è prevista per altre nove settimane e si arriverebbe a metà luglio. Purtroppo, però, la situazione è complicata e sarebbe auspicabile una cassa integrazione, anche al 50%, ma almeno fino a dicembre”. “Martedì 5 maggio – conclude – ci riuniremo in teleconferenza per redigere un documento che contenga una serie di proposte da portare al tavolo delle istituzioni”.