Commercio, le proposte in campo per evitare il black out invernale a Capri

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di Marco Milano

Capri isola viva anche durante la bassa stagione, urge turnazione per la chiusura delle attività commerciali ed uno scatto di orgoglio per mantenere vivo il senso di comunità. L’isola azzurra dopo il convegno dei Giovani Industriali, tradizionale spartiacque tra la stagione turistica ed il letargo invernale all’ombra dei Faraglioni si interroga sul suo futuro e su come evitare di presentarsi praticamente buia e spenta agli occhi di vacanzieri e turisti che scelgono la bassa stagione ed una politica tariffaria più conveniente per concedersi la conoscenza della storia dell’isola che rapì letteralmente l’imperatore Tiberio e che da oltre duemila anni fa del turismo la sua attività principale e la sua vocazione. E se la chiusura anticipata delle griffe con vetrine “oscurate”è stata contestata dal comune di Capri che in applicazione di una specifica ordinanza ha fatto piovere salate multe nei confronti dei titolari di boutique che dopo la chiusura non hanno tenuto “vive” le vetrine che affacciano sulla strada dello shopping, il problema diviene di carattere più generale, tanto che si chiede di “fare sistema” per offrire una “Capri aperta” anche con l’ora solare. La “ricetta” per salvare l’isola azzurra dall’oblio arriva dalla delegazione di Capri dell’Unione Nazionale Consumatori. La prima associazione dei consumatori isolani, con i suoi quasi sessant’anni di attività, rappresentata dal battagliero avvocato caprese Teodorico Boniello, ha inviato una missiva ad hoc all’amministrazione comunale ed alle associazioni di categoria per stabilire attraverso una turnazione le linee guida di un progetto che possa tenere viva ed in vita l’isola più bella del mondo. “Con l’ imminente fine della stagione turistica si ripropone il vecchio ed annoso problema – dice Teodorico Boniello delegato per l’isola di Capri dell’Unione Nazionale Consumatori – delle concomitanti chiusure delle attività commerciali nel periodo di pausa invernale, in particolare di bar e ristoranti, unici punti di ritrovo ed aggregazione della comunità isolana. Abbiamo assistito a chiusure di attività commerciali addirittura ai primi giorni di ottobre, quando la macchina turistico-commerciale dell’ isola era ancora avviata”. Il piano di intervento secondo i Consumatori dell’isola azzurra passa attraverso un doppio binario: da un lato “un incontro con le categorie tutte al fine di predisporre un piano di turnazioni delle attività di interesse pubblico e turistico” mentre dall’altra parte Boniello invoca sanzioni “per tutti quei comportamenti di operatori commerciali che non si adeguino alle ordinanze comunali in tema di decoro”. Infine per raggiungere l’obiettivo e non snaturare Capri secondo i Consumatori occorre “la realizzazione di un nuovo strumento di intervento per l’apparato distributivo (Siad), previsto dalla l. 1/2014 che consente ai comuni, in particolare nei centri storici e nelle isole, di poter associare l’aspetto commerciale alla programmazione urbanistica del territorio, proteggendo determinate attività ed evitando un continuo snaturamento del territorio”. La battaglia per non spegnere Capri, dunque, è partita. “Riteniamo che chi produce e guadagna su questo territorio nei mesi di alta stagione – dice Teodorico Boniello – ha l’obbligo quantomeno morale di far restare viva una comunità che troppo spesso dimentica di esserlo”.