Comunali a Napoli, Alessandra Clemente: La mia candidatura vuole unire, non dividere    

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In foto Alessandra Clemente

“La mia candidatura vuole unire in uno dei momenti più difficili per Napoli”. Lo ha dichiarato Alessandra Clemente, assessore comunale al patrimonio e candidata a sindaco alle prossime elezioni amministrative, intervenendo a Radio Crc Targato Italia nella trasmissione “Barba e capelli”. A lanciare la candidatura è stato direttamente il sindaco de Magistris ma l’assessore precisa: “ho deciso di candidarmi, lo voglio fortemente. Prima con il mio impegno sociale e poi con l’esperienza amministrativa ho accumulato un bagaglio politico. Sono a disposizione della città che decide e io sono pronta all’ascolto perché viviamo uno dei momenti più difficili non solo per Napoli. Per questo ha più senso partire in tempo”. E poi aggiunge: “questa candidatura è voluta dalla squadra, dai tanti colleghi e militanti della maggioranza che fanno parte di questo processo. In futuro non sappiamo se ci saranno sviluppi di alleanza con altri partiti, posso dire che ho amato fortemente le esperienze dei meet up. Occorre molta serietà perché c’è una pagina che investe salute ed economia del nostro territorio, inoltre serve una classe dirigente con le mani pulite: errori sì ma truffe mai”. Rispetto alle reazioni per l’annuncio della sua candidatura Clemente sottolinea che “è stato importante mettere in campo trasparenza e chiarezza. Soprattutto verso forze politiche che oggi non sono in maggioranza al Comune. E il dialogo si attiva scendendo in campo per confrontarsi con gli altri”.  L’assessore affronterà i prossimi mesi di campagna elettorale incontrando soprattutto chi non vota e non partecipa: “credo molto nell’ascolto delle intelligenze e della creatività. L’alleanza con la città arriva dall’interno, con le professioni e con i movimenti. In questi mesi, senza distrarmi dal lavoro di amministrazione, voglio parlare a quelle persone che non votano”. Infine, rispetto alla sua giovane età ecco come ricorda i sindaci degli ultimi 20 anni: “ho 33 anni e di Bassolino ho un ricordo di grande umanità quando accadde la tragedia della mia famiglia, Iervolino ho meno ricordi. Quando ero al liceo e all’università vivevo la città come un luogo non mio, da dove scappare e che mi faceva soffrire per quanto accaduto a mia madre. Con de Magistris ho questa incredibile esperienza diretta, senza appartenere ad apparati politici. La città è migliorata rispetto a 10 anni fa e siamo qui mettendoci la faccia per capire le cose che non sono andate bene. Siamo a un punto di partenza, aperti alle critiche e all’ascolto”.