Comunali a Napoli, fuori la lista della Lega e la civica pro Maresca. Il Consiglio di Stato boccia i ricorsi

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in foto Catello Maresca

Il partito di Matteo Salvini sarà fuori dalla corsa elettorale a Napoli del 3 e 4 ottobre prossimi. Il Consiglio di Stato ha infatti bocciato il ricorso presentato dalla lista Prima Napoli, legata al Carroccio che aveva scelto di correre al fianco del candidato sindaco Catello Maresca senza simbolo, confermando la decisione del Tar della Campania che quattro giorni fa aveva l’aveva esclusa, dopo la decisione in questo senso della commissione prefettizia, che aveva escluso quattro liste del centrodestra. Oltre a Prima Napoli, il Consiglio di Stato ha ricusata i ricorsi anche della lista civica Catello Maresca Sindaco, altra esclusa dal Tar e dalla commissione prefettizia, e quella del partito animalista creata da Marcello Taglialatela, ex parlamentare, sempre a sostegno di Maresca. “La Lista Prima Napoli dei candidati alla carica di presidente e di 21 candidati alla carica di consiglieri della Seconda Municipalità, dalle elezioni del sindaco e del consiglio comunale di Napoli che si svolgeranno il 3 e 4 ottobre 2021 – scrivono i giudici del Consiglio di Stato, Giancarlo Luzzatti e Diego Sabatino – a causa dell’avvenuta ricezione presso i competenti uffici comunali, oltre il termine previsto per le ore 12.01 del 4 settembre 2021 e ritenendo tale ritardo, di per sé, elemento sufficiente a determinare la ricusazione della lista in assenza delle peculiari circostanze specificate dalla giurisprudenza, e dell’assenza, tra la documentazione depositata, dellla dichiarazione di collegamento dei delegati della lista con il sindaco candidato, del contrassegno di lista e del bilancio preventivo delle spese per la campagna elettorale”, viene esclusa dalla competizione elettorale. Stesse motivazioni anche per quella di Catello Maresca Sindaco e quella animalista Movimento a Quattro Zampe. Di fronte al primo ricorso, il Tar aveva ritenuto che “la mancata presentazione del contrassegno elettorale è sufficiente a giustificare l’esclusione”. L’ulteriore ricorso per il Consiglio di Stato si ritiene infondato perché “per i Comuni con oltre diecimila abitanti è obbligatoria la presentazione di un contrassegno di lista, anche figurato” e “con la lista deve anche presentarsi un modello di contrassegno depositato a mano su supporto digitale o in triplice esemplare in forma cartacea”. Entrambe le norme, precisa il Consiglio di Stato, devono essere quindi interpretate nel senso della obbligatorietà della prescrizione in ordine al contrassegno. Si attende ancora la decisione su una seconda lista civica di Maresca, quella denominata Catello Maresca.