Comunali a Napoli, il M5S si spacca sulla candidatura di Manfredi. Conte non ha titolo per firmare intese

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in foto Matteo Brambilla

“Il M5s alle elezioni amministrative del Comune di Napoli non correrà in coalizione con i partiti tradizionali”. Comincia così il documento sottoscritto da una parte degli iscritti e degli attivisti napoletani che non si riconoscono nell’accordo che ha portato all’individuazione di Gaetano Manfredi come candidato del centrosinistra allargato al Movimento. Alla conferenza stampa convocata in mattinata per presentarlo sono presenti in pochi, una quindicina circa, tra cui il consigliere comunale Matteo Brambilla e il consigliere regionale Maria Muscarà, ma assicurano che “c’è un numero si stanziale di persone che contesta una posizione che da tre anni sta dilaniando il M5s”. Rifiutano quindi l’etichetta di dissidenti e, nel documento, motivano così questo diniego di definizione: “Noi siamo il Meetup Amici di Beppe Grillo – scrivono – iscritti certificati, che da 15 anni sono presenti sul territorio e combattono la mala politica che ha ridotto Napoli in macerie, facendo lievitare il debito”. Brambilla aggiunge che il referendum dell’agosto 2020, “fatto quando non c’era neanche il quorum necessario per votare la modifica statutaria, dice che i territori possono aprirsi ad alleanze, non che il M5s avrebbe fatto alleanze strutturali, quindi i territori possono decidere in autonomia e qui da un anno e mezzo stiamo dicendo no alle alleanze”.
Il consigliere comunale, candidato sindaco nel 2016, attacca anche Conte: “Non è iscritto al M5s – evidenzia – e non è titolato a firmare nulla. C’è un programma scritto e finito, quello è il nostro candidato. Vogliamo presentarci come M5s con quel programma, se ci verrà impedito a livello romano dovranno spiegare dal punto di vista politico e legale perché veniamo bloccati in questa scelta”. Come recita il documento, il 5 giugno verrà presentato questo programma, “elaborato con il sostegno dell’associazione Rousseau, l’unica piattaforma che riconosciamo, come da statuto”. Con lo stesso criterio, lasciano intendere, al momento giusto sarà individuato anche un candidato. “Faremo questa battaglia che andrà avanti tutta l’estate – assicura Muscarà – spero che il buonsenso e la ragionavolezza prendano il sopravvento sulle battaglie legali e che i tanti rappresentanti campani e napoletani si rendano conto che quello che dicevano anni fa per noi è ancora valido”. Sul tavolo allestito per la conferenza stampa c’è anche un cartellone con la scritta ‘Pacco per Napoli’, accanto ai volti dei principali attori del Patto, tra cui Conte e Fico. “Questa immagine non rappresenta il valore delle persone – chiarisce Muscarà – alcune delle quali non conosco direttamente, ma l’azione politica. Questo gruppo di persone sta presentando un pacco per la città”. Fredde le posizioni anche su Manfredi, anch’egli rappresentato nel collage di volti: “Lo conosco poco – spiega Muscarà – l’ho conosciuto come rettore, ma non mi ha segnato in modo particolare. Faceva parte di un Governo che loro sostenevano, io non ho mai sostenuto l’accordo con il Pd. Come ministro non mi pare abbia fatto grossi passi e anche le cose che sono uscite recentemente sulla sua prescrizione rispetto ai fatti de L’Aquila non depongono bene”.