Comunali a Napoli, Manfredi diserta il primo confronto tra candidati ospitato dal Mattino: Non ci sono le condizioni

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in foto Antonio Bassolino, Alessandra Clemente, Catello Maresca con il direttore del Mattino Federico Monga

Parte con una defezione il ‘duello’ elettorale tra i candidati sindaco di Napoli. Dopo settimane, nelle quali si sono scaldati i motori tra gli aspiranti inquilini di Palazzo San Giacomo, questa mattina primo confronto presso la redazione de Il Mattino al quale l’ex rettore dell’università Federico II e candidato del centrosinistra con 13 liste a suo sostegno, Gaetano Manfredi, ha deciso di non prendere parte. Sulle poltrone soltanto l’ex assessore della giunta de Magistris, Alessandra Clemente, appoggiata da tre liste e dall’ex componente del pool anticamorra della procura napoletana, Catello Maresca forte dell’aiuto del centrodestra con nove liste e Antonio Bassolino, ex sindaco ed ex presidente della Regione Campania, che conterà su cinque liste incassando anche l’appoggio dell’europarlamentare Carlo Calenda. L’assenza di Manfredi è stata comunicata al direttore del quotidiano con un messaggio nel quale ha ringraziato per l’invito ricevuto, che è stato, però, declinato perché “non vi sono le condizioni per un confronto sereno. Restiamo aperti, come stiamo facendo da tre mesi, al confronto con la città per ascoltare le esigenze dei napoletani e proporre loro adeguate soluzioni”. “Dispiace dell’assenza dell’ex rettore Manfredi – ha esordito Maresca -. Vogliamo tranquillizzarlo che noi siamo persone serene e dirgli che i cittadini hanno diritto a un confronto e ad ascoltare la diversità delle idee. Tutti dovrebbero confrontarsi serenamente sul futuro di Napoli”. Sulla stessa linea Bassolino: “Mi dispiace molto che Manfredi non partecipi, scelta sua, ma è la motivazione che mi dispiace. Non mi pare che non ci sia un confronto sereno né per quello che riguarda me né gli altri due candidati che sono qui con me. Mi auguro, che nelle prossime settimane, ci possa essere un confronto civile e sereno come è giusto che sia”. In circa un’ora e mezza di dibattito, tanti i temi trattati con ogni risposta esaurita in tre minuti: dalla riscossione delle tasse, dal verde cittadino, dai parcheggiatori abusivi al Recovery plan passando per il giudizio sulla giunta De Luca fino alla gestione dei rifiuti e alla riapertura del lungomare. Alessandra Clemente, in più occasioni, ha cercato di difendere quanto fatto in dieci anni di amministrazione de Magistris sottolineando i successi della giunta nella quale era un componente fedele al sindaco uscente, oggi suo principale sponsor. “Ci sono menti brillanti che spesso vanno via, è necessario investire sul capitale umano. Non bisogna pensare a questo piano come un debito, ma come un investimento per il miglioramento della città”, ha argomentato parlando del Recovery plan.
Antonio Bassolino, dal canto suo, ha rivendicato quanto fatto negli anni nei quali è stato primo cittadino, richiamando più volte la necessità della “collaborazione tra istituzioni” annunciando che, qualora dovesse vincere le elezioni, uno dei primi atti da compiere sarà telefonare al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e al premier Mario Draghi per poter chiedere un ‘patto’ “per il bene di Napoli”. “Il vero patto per Napoli deve farlo il futuro sindaco, chiunque esso sia, con il governo, implementando il personale, facendo sì che il Comune non abbia solo buoni assessori, ma una vera e propria squadra, che sia di supporto alla città”, ha detto Bassolino. Maresca ha più volte colto l’occasione per evidenziare gli obiettivi mancati della giunta che ha guidato la città partenopea negli ultimi dieci anni. “Napoli è una città che non riesce a uscire dal pantano, non si riesce a fare nulla” e “il prossimo sindaco avrà la responsabilità del successo o del fallimento del piano Pnrr” evidenziando la necessità di “ristrutturare il capitale umano, di questo abbiamo necessità”. Sul presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che più volte ha speso parole di sostegno per l’ex rettore Manfredi, tutti si sono dichiarati pronti alla collaborazione istituzionale anche se ci sono dei distinguo circa il suo operato. “Non ho niente da eccepire, ho apprezzato molto l’operato di De Luca, soprattutto durante l’emergenza sanitaria”, ha affermato il magistrato in aspettativa, Maresca. “Ho apprezzato molto De Luca soprattutto durante il primo mandato. Sarà certamente necessario per il futuro della città e della regione, una maggiore collaborazione con la giunta”, ha chiosato Bassolino. Alessandra Clemente, invece, ha utilizzato toni un po’ diversi: “De Luca certamente ha gestito al meglio l’emergenza Covid, ma è stato proprio grazie a questa che ancor di più abbiamo potuto verificare le gravi carenze che abbiamo sul piano sanitario. Come sempre sono disponibile e aperta alle collaborazioni, tuttavia credo sia importante sollecitare e battere con la giunta su molte carenze che abbiamo proprio sul piano sanitario e sull’occupazione giovanile”, ha spiegato. Il clima si è un po’ surriscaldato quando è stata affrontata la questione ‘liberalizzazione’ del lungomare e la chiusura, che si trascina ormai da mesi, della galleria della Vittoria, fondamentale infrastruttura viaria della città. “Il lungomare deve essere dei pedoni, ci auguriamo che i lavori terminino rispettando i tempi, così da consentire una riqualifica della zona. Napoli ha un gioiello che deve essere valorizzato. Punteremo anche alla riqualifica del centro della città, perché non vogliamo che continui ad essere una friggitoria a cielo aperto”, ha argomentato Bassolino. “Il lungomare tornerà pedonale certamente, attueremo un grande progetto di arredo urbano che consentirà ai pedoni di godere del mare. Non meno importante sarà la rigenerazione di Mergellina e del molo Beverello”, ha aggiunto Clemente. Di avviso differente Maresca che ha concluso: “Abbiamo aspettato troppo l’avvio dei lavori. Certamente una parte tornerà ad essere pedonale, ma non completamente. Immagino un lungomare che sia accessibile, solo in determinate fasce orarie, anche alle auto. Il lungomare di Napoli è innegabilmente un’arteria importante della città”.