Comunali a Napoli, Maresca: Il patto Pd-M5S-Leu? Sembra più un pacco

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In foto Catello Maresca

“Il patto per Napoli? Spero solo che non sia un pacco per Napoli, ma i napoletani sono esperti di pacchi e lo rimanderebbero al mittente”. Lo ha detto Catello Maresca, candidato a sindaco di Napoli con una coalizione civica e l’appoggio dei partiti del centrodestra, intervenuto questa mattina a Radio Crc, interpellato sul “patto per Napoli” sottoscritto da Giuseppe Conte, Enrico Letta e Roberto Speranza. “L’ho letto e mi ha un po’ deluso – ha spiegato Maresca – il sindaco di Napolidovrà essere di tutti i cittadini e ogni intervento del Governo dovrà essere concordato con tutti i ministri”. “Abbiamo una maggioranza larghissima e il ministro per il Sud fa capo al centrodestra, quindi mi sembrerebbe davvero assurdo che tre soggetti possano decidere le sorti di Napoli, e in questo modo che secondo me è più un pacco che un patto, perché i soldi comunque dovrebbero essere addossati ai napoletani seppur in 25-30 anni attraverso l’aumento dell’addizionale irpef e delle tasse marittime. Non mi sembra la soluzione”. Maresca ha spiegato che con la sua squadra sta “ragionando in maniera diversa sul debito: stiamo ragionando per trovare già dall’anno 2022, che sarà il primo bilancio che occuperà la nuova amministrazione, un equilibrio di bilancio. Il Comune di Napoli ha una spesa corrente enorme, 1 miliardo 550 milioni all’anno, e riesce a incassare 1,2-1,3 miliardi, quindi va in deficit strutturale ogni anno per 250-300 milioni. Bisogna risolvere questo, che peraltro è quello che dice anche la Corte Costituzionale che già ha bocciato due volte la legge ‘salvaNapoli’ strutturata con queste modalità. Allora risolviamo il deficit, poi ci occupiamo del debito”.

Non sono il candidato del centrodestra
“Io candidato del centrodestra? Non mi arrabbio perché non è la verità: non sono ufficialmente candidato, né tantomeno per il centrodestra. Stiamo facendo un’operazione di ascolto, oggi più serena perché sono in aspettativa”. Lo ha detto Catello Maresca, candidato a sindaco di Napoli, intervenuto a Radio Crc. “Per la mia attività di impegno civico – ha spiegato Maresca – frequento molto la città, le periferie, il centro storico. Ho trovato una città che già conoscevo e che purtroppo soffre negli ultimi periodi anche per effetto della pandemia. Ci sono fasce della popolazione che sono veramente in difficoltà. E’ una situazione che conosciamo un po’ tutti, un degrado complessivo, una bruttezza che non corrisponde a quelle che sono le potenzialità di una delle città sicuramente più belle del mondo”. Secondo Maresca “la normalità è il primo obiettivo che si deve raggiungere. Certo non è semplice, se immaginiamo che la Galleria Vittoria è chiusa da mesi e non si vede un orizzonte temporale, se vediamo le buche in strada. A me sembra che manchi un po’ di attenzione. Bisogna elaborare dei modelli nuovi per dare una visione diversa”.

Coinvolgere i privati nella cosa pubblica
“A me non appassiona quando si dice ‘vado a fare il sindaco e poi non ci sono i soldi’. Lo sappiamo che non ci sono i soldi, per questo c’è bisogno di impiegare le risorse migliori e di trovare nuove idee, avere una visione di città”. Lo ha detto Catello Maresca, candidato sindaco di Napoli. “Io partirei subito, e sto chiedendo di studiare questo attentamente ai miei collaboratori, dalla massima espressione possibile della compartecipazione pubblico-privato, della sponsorizzazione, del coinvolgimento dei privati nella gestione della cosa pubblica. Credo sia arrivato il momento che anche gli imprenditori si facciano carico della città”, ha aggiunto Maresca. Alla domanda se intende essere un sindaco da “tolleranza zero” sul fronte della legalità, Maresca ha spiegato di voler essere “un sindaco equilibrato, però con dei punti fermi. Dobbiamo ripartire dal rispetto delle regole, perché conviene e perché rispettare le regole significa che non ci sono cittadini di serie A e B, determina un ordine che immagino nessuno non voglia. C’è un’anarchia in questa città che si è sedimentata col tempo e che è stato anche basato sull’equivoco che si potesse fare tutto, che si consentisse ai centri sociali di occupare gli immobili del Comune e dell’Università, che si desse troppo spazio a chi partiva dal principio che non si rispettano le regole. Ho intenzione di ribaltare questo, l’amministrazione deve farsi garante del rispetto delle regole per tutti, dalle più banali”.