Comuni e Regioni, debito ridotti di 5 miliardi dal 2015

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Sindaci e governatori virtuosi, Stato sprecone. E’ calato di 5 miliardi di euro il debito pubblico di comuni, province e regioni negli ultimi due anni, mentre la voragine nelle finanze statali è cresciuta di oltre 100 miliardi. Se il “rosso” degli enti territoriali è sceso da 93 miliardi a 88 miliardi (-5%) dal 2015 ad agosto 2017, quello delle amministrazioni centrali è schizzato da 2.173 miliardi a 2.279 miliardi (+5%). Il record di riduzione del buco di bilancio si registra nel Nord Est dove le amministrazioni territoriali hanno portato il “rosso” da 12,7 miliardi a 11,3 miliardi con un calo superiore all’11%. Questi i risultati principali di una analisi del Centro studi di Unimpresa sull’andamento del debito pubblico italiano negli ultimi due anni. “Proprio ora, col dibattito aperto sull’autonomia di alcuni regioni, oggetto di referendum in Veneto e Lombardia, questi dati sono utili per riflettere sugli indispensabili tagli alla spesa pubblica. Negli ultimi anni si è spesso puntato il dito contro le autonomie locali, sostenendo che i disastri della finanza pubblica siano provocati dalla periferia e non dalle amministrazioni centrali. Invece, è evidente come proprio a livello territoriale si registri una gestione virtuosa del debito, ridottosi a tutti i livelli nelle regioni, nelle province e nei comuni” commenta il presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara. Secondo l’analisi dell’associazione, basata su dati della Banca d’Italia, il debito pubblico dello Stato centrale è passato negli ultimi due anni dai 2.173,3 miliardi di dicembre 2015 ai 2.278,2 miliardi di agosto 2017 con un incremento di 105,8 miliardi (+4,87%). In netta controtendenza risulta  l’andamento complessivo del debito degli enti locali (comuni, province, regioni): dai 93,4 miliardi di dicembre 2015, il valore è sceso agli 88,2 miliardi di agosto 2016. Rispetto a due anni fa il calo è di 5,1 miliardi (-5,47%). Per quanto riguarda gli enti locali, la riduzione più consistente del debito si è registrata nelle aree del Nord Est dove il “buco” è passato dai 12,7 miliardi di dicembre 2015 agli 11,3 miliardi di agosto 2017 con un calo di 1,3 miliardi (-11,01%); nel Nord Ovest la riduzione è stata di 1,6 miliardi (-5,82%) da 27,5 miliardi a 25,9 miliardi; nelle zone del Centro il calo è stato di 288 milioni (-1,22%) da 23,6 miliardi a 23,3 miliardi; nel Sud la diminuzione registrata è stata di 1,5 miliardi (-7,39%) da 20,9 miliardi a 19,3 miliardi; riduzione di 277 milioni (-3,24%) nelle Isole da 8,5 miliardi a 8,2 miliardi.