Comunicazione e cittadinanza attiva nel libro di Elio Pariota

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In foto da sinistra Roberto Zarriello, Alessandro Bianchi, Elio Pariota, Piero Muscari, Danilo Iervolino, Nicola Paparella, Francesco Fimmanò

di Paola Ciaramella

“Oggi l’università deve essere ovunque, e deve dare allo studente l’opportunità di formarsi non solo imparando semplici nozioni, ma vivendo la società da cittadino attivo e partecipe. È pensando a tutto questo che nel 2012 è nata l’idea del blog MyPegaso, ‘luogo’ di confronto per docenti e discenti”. Scrive così Danilo Iervolino, presidente dell’Università Telematica Pegaso, nella prefazione a “Comunicazione 4.0. Percorsi di cittadinanza attiva” di Elio Pariota, giornalista e direttore generale dell’Ateneo, che da cinque anni cura questo “appuntamento settimanale con riflessioni sintetiche, veloci, ma nello stesso tempo documentate e profonde, sugli argomenti più svariati: dalla politica estera alla cronaca nazionale e locale, dall’economia alla tecnologia, passando per il sociale e per lo sport”.

Gli editoriali pubblicati nel corso dei cinque anni vengono ora raccolti e fissati nel volume edito da Giapeto, presentato il 18 aprile nella sede di Unipegaso al Centro Direzionale, in concomitanza con l’inaugurazione dei nuovi uffici della Torre F2. Tra le pagine – suddivise in dieci sezioni e rese accattivanti da immagini fotografiche – il lettore ritrova episodi, problemi, ma soprattutto occasioni che spingono all’analisi, alla scelta personale, all’esercizio della cittadinanza attiva. Il tutto centrato attorno al filo conduttore della comunicazione 4.0, “che esige innanzitutto la conoscenza del web e poi un tipo di scrittura agile che può essere attitudinale, ma che si può anche imparare col tempo, facendola propria in modo da catturare l’attenzione del lettore – ha spiegato l’autore –. La comunicazione 4.0 ha trainato il progetto che ha poi visto la luce nelle pagine del libro. Un messaggio filtrato attraverso una comunicazione snella, scevra da condizionamenti, può portare a quella partecipazione che pure serpeggia nel corpo sociale, ma che molto spesso viene accantonata”. “Oggi parliamo di una comunicazione che non è il linciaggio mediatico a cui ci ha abituato il web, ma che invece vuole essere responsabile, proattiva, riflessiva e dialogante sui temi più importanti”, ha aggiunto Iervolino. La raccolta rappresenta un esempio inconsueto di brand journalism, inteso come mezzo per dare forza non ad un marchio, ma ad un’idea, come “testimonianza di ciò che il web può fare”. E potrebbe rivelarsi molto utile nelle scuole, dal momento che i ragazzi sono i più assidui frequentatori dei social: “La comunicazione riduce sicuramente le barriere, i tempi, però non deve servire come mezzo per l’offesa, per la superficialità e per rendere piatte le coscienze, l’educazione e le competenze, in particolare dei giovani”. Alla presentazione hanno preso parte anche il rettore di Unipegaso, Alessandro Bianchi, il preside della Facoltà di Scienze Umanistiche, Nicola Paparella, e l’esperto di comunicazione Roberto Zarriello – che hanno arricchito il testo con due contributi –, il direttore scientifico dell’Ateneo, Francesco Fimmanò, e l’editore Rosario Bianco.