Comunità Ebraica di Napoli e Comune di Napoli, uno strappo difficile da ricucire

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In foto Noemi Di Segni

di Paolo Pantani

“Intervenendo all’evento “La Sapienza chiede scusa. Leggi razziali, la scuola e l’accademia” svoltosi presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università romana, la presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni, oltre a invitare l’ateneo all’adozione della definizione operativa di antisemitismo dell’Ihra, si è soffermata sugli impegni che renderebbero davvero coerente lo sforzo di Memoria ed elaborazione delle gravi responsabilità che vi furono nello svolgersi dell’azione antisemita del regime fascista.
Tra gli altri la presidente dell’Unione ha richiamato il respingimento di ogni abuso antisemita della Shoah, “ribaltando sugli ebrei e sullo Stato di Israele i termini ‘nazista’ riferito ai leader e ai soldati di quel Paese e ‘campo di sterminio’ riferito ai Territori”. Coerenza in questo impegno, ha aggiunto Di Segni, significa opporsi a risoluzioni dell’Unesco “che negano il riferimento ebraico di Gerusalemme e le migliaia di risoluzioni dell’Onu contro Israele e a favore dei palestinesi, mentre nel resto del Medio Oriente e nel mondo si perpetrano altri genocidi e massacri e abuso di ogni diritto umano, dell’infanzia o della donna, nel silenzio totale”. E inoltre opporsi a “demonizzazione e isolamento di Israele” e alla “santificazione dei terroristi con monumenti e strade dedicate”. Tradire questo impegno, ha sottolineato Di Segni, si manifesta anche “piangendo nelle cerimonie e poi ribadendo che i Protocolli dei Savi di Sion sono verità, o in fondo hanno fondo di verità, e che gli ebrei controllano il mondo e la finanza”. Mettere pietre di inciampo “e poi demonizzare israele”.
“Si fa Memoria della Shoah – ha sottolineato Di Segni – capendo che è ancora qui, che esiste l’antisemitismo e che va combattuto, passando da una memoria narrativa ad un approccio che prende atto della realtà che si vive pur con tutte le difficoltà di interpretarla. Si chiede scusa se si è in grado di comprendere le responsabilità per quanto fatto allora, ma anche per quanto va fatto oggi”. I lavori, svoltisi alla presenza tra gli altri della viceambasciatrice israeliana Ofra Farhi, si sono aperti con un saluto del preside della Facoltà Oliviero Diliberto e del direttore del Dipartimento di Scienze giuridiche Luisa Avitabile. È stato poi letto un messaggio di saluto inviato dalla senatrice a vita Liliana Segre. Tra i relatori Guido Alpa, Vincenzo Cerulli Irelli, Claudio Contessa, Andrea Di Porto, Giorgio Fabre, Emanuele Fiano, Angelo Lalli, Lea Polgar, Paolo Ridola.
In sala anche alcuni Consiglieri UCEI. “Analogamente, ritengo che la situazione che si è creata con il Comune di Napoli vada affrontata e risolta.
Non è possibile che “La Giornata della Memoria” venga celebrata a Napoli due volte, una in forma istituzionale e ristretta e l’altra in maniera popolare e collettiva con la Istituzione Comunità Ebraica di Napoli.
Secondo me bisogna assolutamente arrivare ad una convergenza che parta dalle scuse da parte dell’Assessore alla Cultura del Comune di Napoli Eleonora de Majo per i suoi sconcertanti giudizi offensivi che non favoriscono affatto il dialogo per pace.
Altrimenti avremo a Napoli sempre due manifestazioni per “La Giornata della Memoria”: una ufficiale e pletorica per gli ebrei morti e una popolare, palpitante e collettiva insieme agli ebrei vivi.
Napoli è città aperta al dialogo interreligioso ed ecumenico da sempre, ha avuto anche un Sindaco ebreo, il compianto Senatore Maurizio Valenzi e il Fondatore ebreo della squadra calcio del Napoli Giorgio Ascarelli nel 1926, il quale costruì pure uno stadio a sue spese, lo Stadio Ascarelli e Mussolini cambiò il nome allo Stadio dopo le Infami leggi razziali del 1938.