Con The Loops alla scoperta dei trend video: quando la creatività va braccetto con il marketing

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in foto, da sinistra, Andrea Balsamo, Stefano Aloschi e Antonio Natalino

di Lucio Iaccarino 

Il mondo della produzione video appare in costante crescita rispetto al valore imprescindibile che questa forma di comunicazione va assumendo sul web e sui social network. Mi hanno impressionato i dati delle indagini che la società di produzione The Loops monitora costantemente per allinearsi alle esigenze del mercato. A dire il vero, mi ha colpito scoprire un marcato orientamento al marketing in un gruppo che conoscevo per la sua creatività. Segno che marketing e creatività possono e devono viaggiare insieme. Mi sono allora inoltrato tra i diversi specialisti presenti in azienda per capire, nel concreto, come si raggiunge questa sintesi e quali sono le sfide e gli scenari del settore.
Ad Antonio Natalino, Ceo e direttore di produzione dei The Loops, ho chiesto:
Cosa sono i The Loops? Raccontami brevemente del vostro brand.
Antonio Natalino: Nasciamo circa dieci anni fa come rete di operatori video freelance, in seguito ci siamo costituiti come Srl creando il brand “The Loops” attorno a un concetto fortemente evocativo: la parola “loop” richiama l’idea della ciclicità che influenza le nostre vite, come un video che scorre infinite volte. Abbiamo scelto il plurale perchè siamo un hub di una comunità più ampia, composto da diverse professionalità, tutte altamente specializzate e in grado di “girare insieme”, compiendo manovre eccezionali (nel lessico aeronautico “loop” indica acrobazia ad anello).

Che tipo di organizzazione sono i The Loops e che risultati ha raggiunto?
Antonio Natalino: In azienda siamo stabilmente in 3, tutti laureati al Suor Orsola Benincasa in Scienze della Comunicazione, con una rete di oltre 30 operatori freelance, presenti su tutto il territorio nazionale. L’idea è di restare una “lean production” anche se nel tempo si sono aggiunti team che ci coadiuvano sul digital marketing, ad esempio. Abbiamo collaborazioni edificanti con manager come Antonio Pirpan, ex Brand Director di Optima Italia, con alle spalle esperienze USA e progetti per conto di Nike, Jägermeister, Tampax e con il quale stiamo lanciando un format youtube estremamente innovativo. Ne vedremo delle belle! Grazie alla nostra forma flessibile, riusciamo a essere presenti su più set di riprese e a produrre lavorazioni, senza preoccuparci troppo delle distanze. A livello internazionale, abbiamo raccontato la vita degli studenti Optima Erasmus, il prestigioso progetto di Optima Italia Spa che finanziava studenti universitari in giro per l’Europa. Di certo la mole dei lavori realizzati la si può evincere sui nostri canali social, con un portfolio clienti che include brand fashion come Camomilla Italia, Arav (ovvero Silvian Heach, John Richmond, Trussardi Kids, Marco Bologna) ma in altri settori con Atitech, Rif Raf (digital agency con cui abbiamo una partnership storica), TedX Napoli o prestigiosi in ambito istituzionale come It’s Art .

Ho chiesto a Stefano Aloschi, video editor e motion designer: Quali sono le sfide marketing a cui il mondo dei video deve rispondere?
Stefano Aloschi: Il video è l’unico contenuto che riesce, allo stesso tempo, ad emozionare e a persuadere, quindi, a informare e offrire al consumatore leve per acquistare. Un video realizzato con le tecnologie più avanzate riesce a innalzare la conversione di una landing page o della home page di un sito istituzionale, fino all’80% o più. I dati ci mostrano che le aziende orientate al video, riescono ad aumentare il fatturato di circa il 30% in più, rispetto a quelle che si limitano a comunicare attraverso foto e testi. I contenuti video accrescono di circa 150% il traffico organico sui motori di ricerca. Se strategicamente concepite, talune produzioni video riescono, sui social network, a generare oltre il 1000% di condivisioni in più rispetto ai post fotografici e testuali, aumentando la reputazione del brand e dell’azienda. Si tratta di evidenze che soltanto oggi riescono a manifestarsi in tutta la loro efficacia: i video premiano in termini di memorabilità, oltre il 90% degli utenti della rete riescono a ricordare il messaggio, solo in presenza di un prodotto video; i visitatori permangono sul sito fino al 70% in più, rispetto a quanto farebbero in assenza di videocomunicazione. Ormai, oltre il 30% di tutte le attività che si compiono online è rivolto alla visione di video, prescindendo ovviamente dalla tipologia di video guardati.

Basta quindi sostituire video a foto e testi per ottenere conversioni di lead in client e innalzare la reputazione del brand?
Stefano Aloschi: No, affatto! I video devono essere prodotti attraverso attrezzature all’avanguardia, per rappresentare in modo ottimale le caratteristiche spesso tecniche di impianti e attrezzature industriali, uffici e location di ogni genere. Sto pensando alle nostre recenti lavorazioni con drone FPV, che ci consente di riprendere gli interni di un aeroplano, di un treno o la fiancata di una nave, grazie alle sue dimensioni ridotte, pilotato come se fossimo a bordo, perfetto per manovre acrobatiche che i droni tradizionali non riescono a compiere.
Occorre poi avere un orientamento concreto al marketing, che vuol dire, non solo guardare ai dati che circolano in rete ma anche sfruttare un “approccio funnel di produzione video”. Intendo che bisogna mappare i bisogni e gli obiettivi di mercato del cliente e ad esempio, produrre uno “sciame video”, meno incentrato sul prodotto in una fase iniziale, per attrarre un numero quanto più ampio possibile, ricorrendo anche tecniche teaser. Successivamente, nella fase di conversione, grazie anche all’analisi delle visualizzazioni, bisognerà stringere il pubblico, fino a colpire target specifici, con video che illustrano le caratteristiche del prodotto (anche con format tutorial) e l’ausilio di infografiche che possono illustrare prezzi e condizioni.

Ad Andrea Balsamo, direttore creativo, ho chiesto: Che ruolo deve giocare la creatività nella produzione di video pubblicitari?
Andrea Balsamo: La creatività di un videomaker è un bagaglio che va alimentato ogni giorno, coltivando i propri riferimenti culturali. Ovviamente ognuno ha i suoi! Io ad esempio considero la dissonanza un elemento fondamentale nella produzione di un video pubblicitario. Per distinguersi e attirare l’attenzione occorre rompere schemi precostituiti, come il prima e il dopo nella cosmeceutica o l’atmosfera Mulino bianco per biscotti e merendine. A proposito di merendine: ricordo una una serie di spot Buondì Motta, di Saatchi&Saatchi che nel 2017 riuscì a differenziarsi non poco, ironizzando su quegli schemi, anzi schiacciandoli. Ne ricordo uno con una bimba in giardino a prato inglese luccicante, che esclama più o meno così «mamma, mamma, vorrei una colazione leggera ma invitante, per coniugare leggerezza e golosità», esprimendosi con paroloni, propri del suo rango, tanto che la mamma elegantissima, con una collana di perle bianche e splendenti, le risponde a tono «cara non esiste una colazione così, possa un asteroide colpirmi se esite» e dal cielo piove il corpo celeste che la carbonizza, con il codino finale che ritrae le merendine e un claim estremamente interessante “la pubblicità riprenderà il più presto possibile”. E a quanti vogliono puntare sulla reputazione del brand consiglio di studiare a fondo Spike Jonze, regista di film e spot che per Kenzo ci mostra come non ci siano limiti alla rappresentazione di valori come energia, colore e creatività.

in foto Stefano Aloschi, Andrea Balsamo, Antonio Natalino