Conateco, accordo a metà. Lunedì il piano industriale

62

All’inizio della prossima settimana Conateco presenta il proprio piano industriale all’Autorità Portuale di Napoli. È quanto si è deciso a Roma, il 3 settembre scorsp, durante l’incontro tra i vertici dell’azienda e il ministero dei Trasporti. Entro il 30 settembre la società terminalista del porto di Napoli deve presentare anche le fideiussioni necessarie a garantire il pagamento del debito nei confronti dell’Authority, che ammont a 5,8 milioni di euro. Secondo i sindacati, però, Conateco ha debiti anche nei confronti di Fisco (11,2 milioni), Inps (7,2 milioni) fornitori (11,9 milioni) e banche (10,7 milioni).


Antiche Terme di Stabia. Battenti chiusi anche in via Amendola, sede delle Antiche Terme di Castellammare di Stabia (Napoli). La struttura è chiusa a causa dell’assenza di un medico che verifichi la salubrità delle acque minerali in mescita e per l’assenza di una società di vigilanza, causa scadenza del contratto. In apprensione i dipendenti che temono di perdere il lavoro o di vedersi bloccare gli stipendi.


Cartiera Partenopea. La magistratura indaga e, nel frattempo, 100 persone perdono il posto di lavoro. È l’epilogo della vicenda che vede coinvolte, indirettamente, le aziende Cartiera Partenopea e Ecocart. Entrambe sono finite, qualche mese fa, in un’inchiesta della Dda sul clan camorristico Contini. Una circostanza che ha indotto la Prefettura di Napoli a revocare le certificazioni antimafia. Il primo settembre scorso gli operai si sono riuniti proprio presso la sede dell’ufficio territoriale del Governo per chiedere conto della vicenda e sapere se e quando potranno tornare al lavoro.


Elital. Il 10 settembre prossimo rappresentanti dei lavoratori e proprietà si incontrano presso la sede dell’Unione Industriali di Avellino per trovare un accordo in grado di garantire stabilità all’azienda. I dipendenti, però, nel corso di un incontro organizzato il 31 agosto scorso presso la sede del Pd di Avellino, presenti 70 dei 100 operai di Elital, chiedono che il proprietario Massimo Pugliese passi la mano.


Epm. Nove dipendenti della società che ha un appalto per la fornitura di servizi socio-sanitari all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli (Napoli) non hanno più un lavoro. L’azienda ospedaliera, infatti, ha deciso di non rinnovare il contratto. Tutti i lavoratori della Epm, compresi quelli che si occupano di pulizie, hanno protestato contro questa decisione recandosi presso la sede dell’Asl Napoli 2 Nord il 31 agosto scorso. Senza però ottenere risposte.


Fca. Una temporane contrazione del mercato costringe la Fiat Chrysler Automobiles a decretare due giorni di cassa integrazione per i dipendenti dello stabilimento di Pomigliano d’Arco (Napoli). I giorni individuati dall’azienda sono il 27 e 28 settembre prossimi. “Nonostante i volumi di lavoro siano migliori rispetto al 2014 – dichiara la proprietà – il mercato italiano, cui si rivolge la produzione di Pomigliano incentrata quasi esclusivamente sul modello Panda, è ancora al di sotto della media europea”. A Pomigliano ci sono già 1800 operai in regime di contratto di solidarietà.


Misericordia. La società che gestisce il servizio di “118” a Benevento e provincia trova in extremis l’accordo con i dipendenti e ritira così gli 11 licenziamenti già avviati. I lavoratori, stando a quanto dispone l’intesa siglata il primo settembre scorso, riceveranno in un’unica soluzione tutti gli stipendi arretrati del 2015 e vedranno spalmato sulle annualità 2015 e 2016 il 60 per cento degli arretrati del 2014. Da verificare successivamente il pagamento del restante 40 per cento.


Samte. L’amministratore unico della società che si occupa dello smaltimento dei rifiuti nel Sannio, Nicolino Cardone, chiede chiarimenti alla Regione in merito alla prosecuzione dell’attività delle società provinciali oltre dicembre prossimo. Nell’attesa la Samte scongiura il ridimensionamento dell’organico grazie all’aumento dei volumi di lavoro, con conferimenti di rifiuti in arrivo dalla Calabria.


Tfa. Comincia con il piede sbagliato l’avventura della newco italo-indiana che ha rilevato le attività di Firema. Un report del massimo dirigente di Tfa, Giovanni De Felice, evidenzia l’impossibilità di procedere al riassorbimento immediato di 80 dipendenti della ormai ex Firema. Colpa di una produttività ridotta a causa delle difficoltà di approvvigionamento di materie prime. Un problema che nasce dalla fase di transizione tra gestione commissariale e Tfa e che sarà risolto in tempi brevi.