Conateco, vertenza senza fine. I sindacati: Senza piano industriale avanti con lo sciopero

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Ancora nessuna risposta dalla Conateco, il più grande terminal containers del porto di Napoli e il quarto in Italia, per uscire dalla crisi. Lo fa sapere Lina Lucci, segretario generale della Cisl Campania, ieri sera al termine del tavolo convocato dal commissario Antonio Basile presso l’Autorità Portuale di Napoli con i rappresentanti aziendali e i vertici regionali dei sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl alla presenza del dirigente di settore della Regione Campania. Una riunione durata oltre quattro ore.Lina LucciSiamo arrivati al tavolo con le migliori intenzioni per un ragionevole tentativo di conciliazione e pronti a revocare gli scioperi già proclamati – spiega Lucci -, cosi come responsabilmente convenuto con gli uffici del ministro Graziano Delrio. Per chiedere sacrifici ai lavoratori dobbiamo sapere dall’azienda in che modo intende uscire dallo stato di crisi e a fronte di quale piano industriale dobbiamo rivedere la contrattazione di secondo livello. É questa una prassi consolidata nel sistema delle relazioni sindacali che, però, la Conateco non intende rispettare proponendo un astratto percorso di buoni propositi purtroppo non documentati“. “Una disponibilità solo di facciata, quindi, quella dichiarata a parole dall’azienda che – nei fatti – continua a rifiutarsi di fare chiarezza sulla propria situazione debitoria complessiva, nonché di portare al tavolo il bilancio 2014 che dovrebbe essere disponibile on line sul sito della Camera di Commercio, ma che per motivi incomprensibili non si riesce a scaricare. Niente piano industriale, niente bilancio, niente situazione debitoria, niente contrattazione di secondo livello. Di che cosa stiamo parlando, allora? Purtroppo – continua la leader sindacale della Cisl – così come già accaduto nei precedenti tavoli convocati presso l’azienda, con Regione, Prefettura e Comune di Napoli, abbiamo dovuto assisterete a una vera e propria farsa, ovvero a un ulteriore rifiuto dell’amministratore delegato Pasquale Legora de Feo di esibire il bilancio corrente, l’effettiva posizione di indebitamento aziendale nei confronti di Inps, Inail, Agenzia delle Entrate ed Equitalia, e soprattutto il Piano industriale che l’azienda propone per uscire dalla crisi e per pagare i debiti maturati verso l’Autorità Portuale e gli altri Enti“.