Concessioni balneari, bando entro marzo: criteri premiali per chi investe sul territorio

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in foto un'immagine generica di ombrelloni generata da Ai (Imagoeconomica)

“Non vogliamo che le spiagge finiscano in mano solo a grandi gruppi, o a gruppi stranieri. Peggio mi sento”. Il ministro per le Infrastrutture Matteo Salvini, rispondendo alla Camera a un‘interrogazione di Forza Italia sulle concessioni demaniali, annuncia che il bando tipo sarà adottato entro la fine marzo. Oggi infatti verrà “bollinato” il decreto Infrastrutture che lo contiene con i relativi 30 giorni per l’adozione. Così “da declinare entro la fine di marzo i criteri puntuali di quanto già previsto dalla legge concorrenza”. E dunque, precisa, suddivisione in lotti delle concessioni; partecipazione delle piccole e micro imprese e delle imprese giovanili; criteri premiali per chi ha una comprovata esperienza nel settore, per chi assicura ai lavoratori stabilità e occupazione, per chi vuole investire sul territorio valorizzando le specificità culturali folkloristiche ed enogastronomiche, per chi garantisce accessibilità dell’area anche per i disabili. Senza dimenticare l’indennizzo, contro cui si è schierata la Commissione europea. D’altronde, argomenta il ministro, “l’Europa e le varie Commissioni europee, con le maggioranze che le sostengono, hanno massacrato o tentato di massacrare questo settore”. La Commissione, “mentre nel mondo succedono cose enormi, ci sono conflitti e problemi economici e sociali, si preoccupa di negare gli indennizzi ai balneari”, perché alterano la concorrenza.

Da qui il lavoro sul bando tipo per “evitare il Far west e che i grandi mangino i piccoli”, in cui “dovrà trovare puntuale declinazione l’indennizzo”. Come ricorda Salvini “ai signori” della Commissione europea, ciò “non significa discriminare, non significa ledere la concorrenza”, ma “garantire continuità alle imprese, assicurare una concorrenza vera e non ideologica, e dare regole certe a un settore che aspetta da troppo tempo”.