Concluso Cooking Med, progetto ideato dallo chef Pino Cuttaia

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Agrigento, 2 ott. (Labitalia) – “Grazie a tutti per essere stati a casa mia in Sicilia, e aver sostenuto il mio sogno di raccontare il mio orto, il Mediterraneo. Da tempo credo che il cuoco sia ormai un ambasciatore di istanze culturali, di memoria collettiva, di impegno sociale e tutto questo in un contesto ormai irrinunciabile che è quello della sostenibilità e della salvaguardia del nostro mare Mediterraneo”. Queste le parole dello chef Pino Cuttaia a chiusura dell’evento di presentazione del progetto Cookin’Med da lui ideato insieme ad Alessandra Montana. Dal 28 al 30 settembre Agrigento è stata la sede perfetta per parlare di Mediterraneo con l’aiuto di una serie di professionisti ma soprattutto con un nutrito stuolo di chef.

Pino Cuttaia ha raccolto intorno a se amici italiani e non, da Moreno Cedroni a Vito Mollica, da Martina Caruso a Nino Di Costanzo, da Andrea Sarri al turco Maksut Askar, al tunisino Belhassen Berbat, fino al maltese Jonathan Vassallo, per dar vita a un suo sogno: quello di raccontare con il cibo una storia, un territorio e soprattutto il suo futuro. Attraverso la conservazione di gesti che appartengono a un patrimonio atavico come la cucina ma anche, come nel nostro caso, alla pesca, si può salvaguardare un patrimonio fondamentale. Ma la tematica della sostenibilità, della pesca e della salvaguardia del mare tocca profondamente le coste del Mediterraneo e questo apre scenari importanti su politica e cultura di questa area.

Così Pino Cuttaia ha voluto radunare simbolicamente intorno a un tavolo ‘saperi’ diversi, come li definisce lui, per scambiarsi idee e progetti, racconti e memorie. Il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, ha spiegato come sia importante per una città come Agrigento, considerata la porta del Mediterraneo, un evento come questo che attraverso tante diverse facce può raccontare un territorio che ha una posizione privilegiata in quest’area. Ed è proprio il territorio siciliano che è stato protagonista insieme a tutti gli altri paesi del Mediterraneo rappresentati dai vari chef.

Sono loro che ormai, grazie alla loro fama, spingono anche la ripresa economica di un territorio, come ha spiegato Pierluigi Monceri, responsabile direzione regionale Lazio, Sardegna e Sicilia di Intesa Sanpaolo nel suo intervento: “C’è un settore in Sicilia che continua a crescere in termini di export e che guarda al futuro con fiducia: è il comparto agroalimentare. Con circa 630 milioni di euro di esportazioni nel primo semestre 2018, in crescita di quasi il 9% rispetto all’anno precedente, rappresenta infatti il primo settore per livello di esportazioni a livello regionale. I numeri evidenziano come il tessuto imprenditoriale siciliano abbia avuto e continui ad avere una corretta percezione dell’importanza dei mercati esteri come sbocco della produzione agroalimentare regionale e abbia puntato alla valorizzazione delle tipicità e delle eccellenze di questo territorio straordinario”.

“Il mettere a fattor comune, cioè integrare come ampia filiera produttiva, settori importanti e strategici come l’agroindustria e il turismo è stato altresì determinante per gli incoraggianti risultati raggiunti, ma bisogna continuare a lavorare per rendere strutturale questo trend lavorando in sinergia e creando nuove modalità di offerta. Inoltre, è necessario che quest’offerta venga inserita in modo più efficiente sui mercati internazionali. Turismo, agroindustria ed enogastronomia lavorando insieme potrebbero ottenere grandi risultati. Intesa Sanpaolo crede molto in questo progetto e ha lanciato ormai da qualche anno il programma Sviluppo filiere, che si pone proprio l’obiettivo di agevolare il credito verso le aziende fornitrici di una stessa filiera produttiva”, ha detto.

Lavorando insieme dunque, come ha spiegato Monceri, si possono raggiungere dei risultati importanti ed è proprio fare network che è uno degli obiettivi del progetto Cookin’Med. Per questo, Pino Cuttaia ha voluto che diversi fossero i partner a sostegno di questo progetto, ognuno di quali a suo modo condivide dei valori con Cookin’Med e può trovare in questo una piattaforma adeguata a raccontare il proprio apporto alla sostenibilità. Ruinart, Electrolux, Illy, S. Pellegrino e Bulthaup insieme a Intesa Sanpaolo hanno raccolto questa sfida perché condividono con Cookin’Med la cura e il rispetto dell’ambiente sia esso terroir o ‘marroir’, come lo chef Pino Cuttaia ha ironicamente indicato il mare che considera un orto e ha quindi le stesse necessità di salvaguardi della terra.

Accanto a questi partner ce ne sono ben altri che hanno ritenuto per affinità elettiva il progetto come Verrigni, Terre di Shemir, Caseificio Passalacqua, Martino Rossi, Mepra, Bragard, Olitalia, Planeta. Ci sono stati poi importanti interventi culturali che hanno messo a fuoco, anche se ora solo accennandoli e rimandandone l’approfondimento alla prima edizione che si terrà a settembre 2019, i temi che riguardano il Mediterraneo come luogo geopolitico e come mare. Marcello Scalisi, direttore di Unimed Università del Mediterraneo, insieme al presidente Wail Benjelloun, ha spiegato l’importanza della formazione delle generazioni future sul tema della sostenibilità e dunque che il gemellaggio con Cookin’Med ha nella ‘Summer School’, un progetto formativo di primaria importanza. E per concludere Michela Giuffrida, componente commissione Agricoltura del Parlamento europeo, ha chiesto allo chef Cuttaia di presentare proprio al Parlamento europeo Cookin’Med come progetto pilota per far aumentare l’attenzione dell’Europa su una zona così fondamentale per il futuro del vecchio continente.

La stagionalità del pesce e la pesca sostenibile è stato il tema centrale della due giorni. Il progetto ‘Il pesce povero è la ricchezza dei nostri mari’, che ha visto come protagonisti 6 chef con 12 ricette, ideato e realizzato da Worldrise sotto la guida del suo presidente Mariasole Bianco e con il supporto tecnico di Irinox Home, ha innescato una riflessione sulla pesca che ha avuto altri due momenti importanti. Il primo è stato la presentazione de Il Manifesto, carta di 10 regole che Cookin’Med ha stilato in collaborazione con Friend of the Sea, il cui fondatore e presidente Paola Bray ha voluto raccontare punto per punto insieme allo chef Cuttaia spiegando come e quanto la certificazione di tutta la filiera della pesca sia fondamentale per salvaguardare ambiente, salute e lavoro.

Il secondo momento è stato l’intervento di Enrico Arneri, coordinatore dei progetti Adriamed e Medsudmed per la Fao, che ha sottolineato come in Europa relativamente alla pesca nel Mediterraneo esiste un sistema articolato di sostegno e controllo anche se ancora molto c’è da fare. Per ultimo la carrellata storico politica dell’editorialista de Il Sole 24 Ore, Ugo Tramballi, che ha spiegato un fatto in realtà semplice ma che spesso si dimentica e che al tempo stesso la speranza per il futuro: “In realtà la vita continua sempre anche dove ci sono conflitti e tutto sembra senza futuro. La società, la sua forma continuerà ad avere delle esigenze di umanità e quindi di ricercare anche il cino e di imparare, non dobbiamo perdere la speranza, a salvaguardare sé stessi e l’ambiente”.