Concluso meeting Med a Pompei. Conservare per generare economia

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“Nella due giorni di convegno a Pompei abbiamo lavorato sulla memoria da trasmettere alle nuove generazioni attraverso i beni culturali, guardando le diverse “Nella due giorni di convegno a Pompei abbiamo lavorato sulla memoria da trasmettere alle nuove generazioni attraverso i beni culturali, guardando le diverse metodologie adottate nei Paesi del Mediterraneo”. Così l’assessore alla cultura della Regione Campania, Caterina Miraglia, ha tirato le somme dell’incontro “Memoria del futuro, il valore della comunicazione e dell’informazione nelle città del Mediterraneo” conclusosi oggi Pompei. A confronto nell’auditorium degli scavi di Pompei, nell’ambito del Forum Universale delle Culture, rappresentanti dei media italiani e di Paesi del Mediterraneo e del Golfo, dalla Tunisia all’Egitto, dagli Emirati Arabi Uniti al Libano, che si sono confrontati con rappresentanti delle istituzioni. Una riflessione articolata in cui, evidenzia Miraglia, “tutti i convenuti hanno reso giustizia alla politica culturale della Regione Campania, voluta dal presidente Caldoro” e che è partita dai beni culturali, allargandosi anche ai nuovi concetti di dialogo mediterraneo nati dopo le primavere arabe e il diffondersi dei media digitali in tutta l’area Mena. Un confronto, ha sottolineato Miraglia, “che parte da una base comune: siamo tutti ‘quelli del sud’, che significa anche che siamo anche i più grandi detentori di una cultura risalente. Una cultura che, nel caso specifico dei beni culturali materiali, deve essere conservata ma allo stesso tempo valorizzata, perché produca un’economia in grado di contribuire alla stessa tutela”. “Sulle criticità nel dialogo espresse in alcuni interventi, in particolare dal direttore di Al Ahram Mohamen Sabreen – ha concluso l’assessore regionale – devo dire che è chiaro che l’Italia è partner paritario prima di tutto da un punto di vista culturale. Ed è proprio da questo che dobbiamo partire per lavorare insieme, perché ognuna delle culture mediterranee mantenga sacri i propri valori, trovando però la giusta armonia tra loro”.