Concorsi pubblici, ecco cosa cambia

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(AdnKronos) – La stabilizzazione dei precari, il varo dei piani di fabbisogno triennale per le assunzioni e l’inglese diventa un ‘must’. Sono alcuni dei punti fondamentali contenuti nel decreto attuativo della Riforma Madia per quanto riguarda i concorsi pubblici.

Nel testo si fa riferimento alla “previsione nelle procedure concorsuali pubbliche di meccanismi di valutazione finalizzati a valorizzare l’esperienza professionale acquisita da coloro che hanno avuto rapporti di lavoro flessibile con le amministrazioni pubbliche, con esclusione, in ogni caso, dei servizi prestati presso uffici di diretta collaborazione degli organi politici e ferma restando, comunque, la garanzia di un adeguato accesso dall’esterno”. L’allargamento della platea del precariato storico avverrà attraverso l’assunzione di coloro che abbiano maturato un’anzianità di servizio di tre anni (negli ultimi otto) in più amministrazioni pubbliche e che abbiano maturato tali requisiti fino al 31 dicembre di quest’anno (non più alla prossima entrata in vigore del decreto legislativo in questione). Tutti i precari, ovviamente, devono aver partecipato a un concorso.

L’avvio delle procedure di reclutamento da parte dell’amministrazione è vincolato al “nuovo strumento del ‘Piano triennale dei fabbisogni’, con la definizione di obiettivi di contenimento delle assunzioni differenziati in base agli effettivi fabbisogni, la rilevazione delle competenze dei lavoratori pubblici e la previsione di un sistema informativo nazionale volto ad orientare la programmazione delle assunzioni”. In sostanza, senza il piano dei fabbisogni e senza il decreto che approvi le procedure di reclutamento, l’amministrazione non può assumere.

Il decreto, inoltre, cita “la possibilità di svolgimento dei concorsi in forma centralizzata o aggregata e la previsione dell’accertamento della conoscenza della lingua inglese e di altre lingue, quale requisito di partecipazione al concorso o titolo di merito valutabile dalle commissioni giudicatrici, e la valorizzazione del titolo di dottore di ricerca”. I candidati, quindi, dovranno obbligatoriamente conoscere la lingua inglese. Potrà essere accertata, in caso, la conoscenza di altre lingue.