Confagricoltura, ricorso a Tar contro la delibera regionale sull’uso di concimazioni azotate

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Confagricoltura Campania ha presentato un ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro la delibera di giunta regionale della Campania 762 del 5 dicembre scorso (pubblicata sul Burc l’11 dicembre) che ha ampliato le zone vulnerabili ai nitrati di origine agricola e ha imposto il limite di utilizzo di concimazioni azotate a 170 chili per ettaro per anno su oltre 316mila ettari di superficie, pari al 23,15% dell’intero territorio regionale. L’individuazione “improvvisa” di aree vulnerabili cosi’ vaste, secondo Confagricoltura Campania, “potrebbe determinare uno stato di profonda crisi dell’agricoltura e soprattutto della zootecnia”, dato che gli allevatori, per rispettare i nuovi limiti e senza nuove zone in cui spandere liquami o letame animale, dovrebbero dimezzare le mandrie. Un danno che si rifletterebbe anche sulle importanti produzioni lattiero-casearie come quella della mozzarella di bufala campana dop e il latte vaccino fresco di alta qualita’. In un tavolo convocato lo scorso 5 febbraio in assessorato regionale di settore, spiega l’organizzazione di categoria, era stato garantito un differimento nell’entrata in vigore del provvedimento, per dare tempo alle aziende agricole e zootecniche di adeguarvisi. La Regione Campania non ha ancora preso una decisione definita sull’entita’ del rinvio, sostiene Confagricoltura regionale, che aveva anche proposto lo scorso primo febbraio un piano di emergenza in 4 punti, con maggiori premialita’ sul Piano di sviluppo rurale 2014-2020 alle aziende allevatoriali con la dichiarazione di stato crisi, possibilita’ di finanziare impianti biogas con la misura 4 del Psr, il varo di Centri territoriali di smistamento deiezioni animali e la valutazione tecnica di impianti avanzati di denitrificazione per il liquame animale. “Dal 5 febbraio siamo ancora in attesa di conoscere una data certa del differimento. Per questo ci vediamo costretti oggi, ultimo giorno utile, a presentare ricorso al Tar”, spiega Rosario Rago, presidente di Confagricoltura Campania. La delibera ha ridefinito le zone da proteggere da concimazioni azotate per evitare la contaminazione delle acque dolci superficiali e sotterranee, in vista di un loro consumo umano, secondo il principio di precauzione. I territori coinvolti sono distribuiti in 311 Comuni.