Confcommercio, nel 2022 consumi e pil cresceranno del 2,5%. Ma l’inflazione non molla: +6,3%

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Per il 2022, le previsioni di Pil e consumi si attestano in entrambi i casi al +2,5%, con una correzione al rialzo di circa 0,4% rispetto alla precedente valutazione mentre per l’inflazione si stima una crescita del 6,3%. E’ quanto stima l’Ufficio Studi Confcommercio in occasione dell’assemblea annuale che si svolge a Roma. Per quanto riguarda i consumi – comprensivi della spesa del turismo estero – il +5,4% registrato nel 2021 ha permesso solo un parziale recupero di quanto perso nel 2020 (-11,5%) e solo nel 2023 si prevede un completo ritorno ai livelli pre-pandemia, anche grazie ad un riassorbimento delle tensioni inflazionistiche (+2,9%). Nel 2022 i consumi crescerebbero come il Pil, e sarebbero più dinamici dello stesso nel 2023. Si è ipotizzato che le misure predisposte dal Governo a sostegno dei redditi delle famiglie (ad esempio il bonus una tantum di 200 euro) riescano a compensare, anche se solo parzialmente, la perdita di potere d’acquisto derivante da un’inflazione particolarmente elevata nel 2022 (+6,3%, misurata come variazione dell’indice dei prezzi al consumo). La migliore performance del 2023 si giustifica, invece, con uno scenario che suppone un riassorbimento delle tensioni inflazionistiche (+2,9%,). Occupazione, consumi, investimenti, domanda estera netta: sono queste le variabili che, pur beneficiando del consistente rimbalzo statistico rispetto al 2020, presentano ancora un netto ritardo rispetto ai livelli del 2019. Questo ritardo, unitamente al grave deterioramento del contesto geopolitico internazionale, – osserva l’Ufficio Studi – ha indotto a una visione eccessivamente pessimistica sull’evoluzione del ciclo per il 2022, portando ad ipotizzare una variazione congiunturale per il primo trimestre dell’anno in corso (-1,1%) peggiore di quanto poi certificato dall’Istat (-0,2, dato provvisorio).