Confcommercio, rivoluzione in Campania: soppresse le sedi di Avellino, Caserta e Salerno

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Confcommercio avvia una profonda rivoluzione in Campania e taglia le sedi in perdita. E’ di questi giorni la decisione di eliminare definitivamente la territoriale di Avellino e di accorpare Salerno e Caserta a Napoli. Via tutti i dipendenti di queste due ultime strutture, resteranno solo gli attuali presidenti fin quando da Roma non si deciderà se affidare la gestione ai commissari. Dalla scure dei tagli si salva solo Benevento, la cui gestione dei conti è stata giudicata virtuosa. A Salerno resta in carica Giovanni Marone mentre a Caserta c’è Vincenzo Santo. Tutta l’organizzazione campana, in pratica, viene accentrata su Napoli e su Confcommercio regionale, al cui vertice c’è Giacomo Errico. Se, però, per un certo verso le situazioni di Avellino e Caserta erano abbastanza note a sorprendere è la situazione di Salerno, dove stanno per essere licenziati 17 dipendenti compreso il direttore generale Mariano Lazzarini. E dire che questa territoriale per anni è stata tra le migliori del Sud, poi nel 2008 la scissione con l’uscita di alcuni membri tra i quali Beniamino Brancaccio e Claudio Pisapia. Proprio quest’ultimo, all’epoca numero uno del Cat (un fiore all’occhiello dell’associazione), oggi si rammarica per quanto sta accadendo. “Di sicuro vanno accertate le responsabilità – dice – però in questo momento mi sento di esprimere la massima vicinanza alle maestranze perché si tratta di persone con le quali ho lavorato per anni e che quotidianamente mandano avanti la macchina organizzativa”. A Salerno la Confcommercio, sotto la direzione di Guido Arzano, è stata sia al vertice della Camera di Commercio (da dove poi il presidente è uscito come dimissionario nel corso dell’ultimo mandato) che della società di gestione dell’aeroporto. “Fin quando sono stato in Confcommercio – aggiunge Pisapia, oggi presidente nazionale della Federcomtur Cepi – abbiamo fatto un lavoro importante, sia con i finanziamenti concessi attraverso il Cat sia attraverso la realizzazione dei primi centri commerciali naturali e dei piani commerciali dei Comuni per non dire dello storico piano traffico della Costiera Amalfitana”. Oggi è tutto azzerato “ed è un peccato – commenta Pisapia – però fatemi rivolgere ancora un pensiero ai dipendenti e dire che, come Cepi, se ci sarà modo proveremo a fare qualcosa per loro”.