Confesercenti Campania: Turismo, il decreto è un passo avanti. Ma il 52% delle aziende rinuncerà alle ferie

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in foto Vincenzo Schiavo

Il turismo in Campania sta riprendendo quota. Si prevedono un ferragosto e una seconda parte del mese più confortanti per le migliaia di aziende e di professionisti (alberghi, tour operator, guide, accompagnatori, autotrasportatori, ecc…) che operano nel settore, anche grazie al “pacchetto turismo” contenuto nel decreto agosto. Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania e membro della giunta nazionale approva l’insieme dei provvedimenti. «Si tratta di un passo in avanti rilevante per le nostre imprese – dice – che finalmente iniziano a respirare innanzitutto con il blocco dei mutui e delle tasse. La cosa più importante è che la politica si è resa conto che non poteva non ascoltare le richieste di Confesercenti. Gran parte di quelle che abbiamo rivolto sono state accolte: su tutte la sospensione dei mutui, la cancellazione dell’Imu per gli albergatori, il sostegno alle agenzie di viaggio e alle guide turistiche, tutti professionisti fondamentali per lo sviluppo dell’economia legato alla cultura e al turismo stesso. Siamo soddisfatti perchè finalmente il governo nazionale ha dato il giusto peso alla “filiera” turistica, composta da professionisti e imprenditori che fa numeri eccezionali nel nostro paese. Sono state ottenute – aggiunge Schiavo – a fondo perduto grandi opportunità. È necessario ora che le aziende sfruttino queste chances, riscrivendo insieme la nuova visione del turismo in un sistema globale che è cambiato»”.
In ogni caso, secondo quanto emerge da uno studio di Confesercenti Campania, sarà un ferragosto di lavoro per il 52% delle aziende nei settori abbigliamento, ristorazione, bar, supermercati e parrucchieri: rispetto al 2019 non possono permettersi di andare in vacanza ad agosto il 9% in più di negozi di abbigliamento (in generale il 21% non chiuderà mai ad agosto), il 17% in più nella ristorazione (sempre aperta per l’89% dei casi) e il 21% in più dei bar rispetto a dodici mesi fa. “La crisi morde – afferma Schiavo – e molti imprenditori  non possono permettersi le ferie. Magari mandano anche i propri dipendenti in vacanza ma sacrificano se stessi e le proprie famiglie per tentare di recuperare l’enorme vuoto provocato dal lockdown. Il dato di apertura a oltranza delle attività commerciali ovviamente diminuisce sensibilmente nelle zone a minor vocazione turistica. Ma in generale il 52% di apertura senza ferie è emblematico”. Nel giorno di Ferragosto, ad esempio il 66% delle attività di ristorazione resterà aperto in Campania e anche il 10% dei negozi di abbigliamento resterà aperto il 15.