Confindustria Alberghi: 2021 anno drammatico. A Napoli -43% di camere occupate

56
in foto Maria Carmela Coaliacovo, Presidente di Confindustria Alberghi

Un tasso di occupazione camere di -48,6%, con punte nelle città d’arte, che toccano -58% a Roma e -56,1% a Firenze e con Venezia e Napoli rispettivamente -57% e -43%. Sono i dati dell’osservatorio Confindustria Alberghi per il 2021. “Non va meglio sul fronte dei ricavi – si legge nella newsletter stilata da Trend, il magazine dell’Industria Turismo – dove la perdita media arriva al -55% con le città d’arte che si attestano al – 65%. Pesa sul settore l’assenza del turismo internazionale. Quest’anno gli arrivi internazionali – in massima parte europei – si fermeranno a 36 milioni. Un dato drammatico se si considera che rispetto al 2019 mancano oltre 60 milioni di viaggiatori stranieri, e che impatta fortemente sui conti del settore con una perdita di 25 miliardi di euro di spese turistiche”.

Frontiere ancora chiuse, sei mesi di fermo pressoché totale delle attività
“Sono gli esiti drammatici – prosegue la nota – di un 2021 che presenta agli operatori un conto ancora più salato rispetto all’anno precedente. Frontiere ancora chiuse, sei mesi di fermo pressoché totale delle attività, lo stop alla stagione invernale della montagna, due mesi buoni per l’Italia del mare e dopo alcuni segnali di miglioramento a settembre e ottobre, trascinati degli ottimi risultati della campagna vaccinale, con l’arrivo della variante Omicron la brusca frenata che ha compromesso le feste di Natale e aperto una nuova fase di incertezza per i prossimi mesi. Dati in linea purtroppo con le rilevazioni Istat che nel solo periodo gennaio-settembre ha registrato una flessione sul fatturato ricettivo del 36%. Stesso dicasi per Banca d’Italia che rilevava l’assenza del 63% dei turisti internazionali ed un crollo della spesa turistica degli stranieri di ben oltre il 55%”.

Da luglio niente aiuti al settore
“Due anni come questi mettono a durissima prova le nostre imprese, una difficoltà ulteriormente accentuata dall’assenza di aiuti che da luglio scorso non sono più stati rinnovati per le imprese del settore. Lo scorso 16 dicembre alle aziende alberghiere italiane è stato chiesto di pagare oltre 268 milioni di IMU, così come è stato richiesto il pagamento integrale dell’imposta sui rifiuti malgrado la produzione sia praticamente nulla in considerazione dell’attività così ridotta. Per non parlare degli affitti dove le aziende sono state lasciate sole a fronteggiare un costo divenuto oggettivamente insostenibile”, dichiara Maria Carmela Coaliacovo, Presidente di Confindustria Alberghi.

Cassa integrazione covid agli sgoccioli
“Anche la cassa integrazione covid è agli sgoccioli, per molte aziende si va ad esaurire questa stessa settimana e ancora non ci viene data indicazione su come procedere nei prossimi mesi nei quali necessariamente dobbiamo poter contare ancora su questo strumento per la tutela dei lavoratori e delle loro famiglie. Servono aiuti urgenti mirati selettivi per quelle aziende che hanno registrato le maggiori perdite in questo periodo e che vedono seriamente messa a rischio la continuità aziendale. In questi 2 anni la sopravvivenza è stata garantita dal ricorso al credito ma ora non è più possibile procedere nella medesima direzione, è necessario un sistema di aiuti che accompagni le imprese da subito e nei prossimi mesi“, conclude la Presidente Colaiacovo.