Confindustria Avellino, i vertici nazionali di Federlegno Arredo incontrano le aziende della filiera

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Si è svolta il 31 gennaio scorso presso il Bel Sito Hotel di Avellino la tappa del tour di FederlegnoArredo, principale associazione del settore legno e arredo di Confindustria che periodicamente organizza incontri sul territorio per confrontarsi con le imprese associate.
Un incontro finalizzato a presentare la fotografia di uno dei settori del manufatturiero in forte crescita e che connota il Made in Italy in maniera importante. Questo l’obiettivo del Presidente Nazionale di Federlegno Aredo Emanuele Orsini che ha incontrato gli imprenditori campani e calabresi nell’ottava tappa di un tour nazionale.
All’evento era presente il Presidente della Sezione Legno di Avellino, Ing. Bernardino Greco unitamente all’Assessore Regionale alle Attività Produttive, Amedeo Lepore, con il quale la filiera ha avviato un confronto serrato e supportato da numeri incoraggianti e prospettive di crescita collegato al settore del mobile e dell’arredo. Una filiera che impiega in Campania circa diecimila addetti per un fatturato di 750 milioni di euro in una Regione che contribuisce da sola al sei percento alla produzione del PIL nazionale di settore.
“Un confronto positivo tra imprese di settori analoghi che vivono lo stesso territorio ma che spesso non hanno l’opportunità di fare rete”. Fare sistema è stata infatti la parola d’ordine del Presidente Nazionale per superare le criticità che, nonostante, le buone prospettive, esistono comunque. Innalzare il livello delle esportazioni sia verso la Francia, Germania e Stati Uniti sia verso altri Paese Europei ed extra europei. Elevare il livello tecnologico delle imprese per mantenere il primato essendo il comparto del mobile uno dei principali esponenti a livello mondiale secondo una tradizione sviluppatasi negli anni ‘50 e ’60 che si combina, oggi, con le moderne tecnologie e l’impulso di Industria 4.0. Creatività e carattere innovativo delle tecniche produttive assicurano, oggi la leadership anche grazie all’utilizzo dei titoli di proprietà intellettuale, in misura nettamente superiore rispetto alla media dei Paesi Esteri.