Confindustria, Boccia sui dazi Usa: Bene l’esenzione temporanea dell’Ue ma la vicenda non è chiusa

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in foto Vincenzo Boccia presidente Confindustria

“Si tratta senz’altro di un segnale molto positivo, che va nella direzione della distensione nei rapporti Ue-Usa che Confindustria ha sempre auspicato” dice il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, in seguito della conferma da parte della Casa Bianca dell’esenzione temporanea dell’Ue dai dazi Usa su acciaio e alluminio che sarebbero dovuti entrare in vigore oggi. “Ma la vicenda – avverte il leader degli industriali – è tutt’altro che chiusa. Occorre infatti che l’Ue intervenga alla svelta a protezione dei settori siderurgico e metallurgico europei, che rischiano di essere colpiti dagli effetti delle decisioni statunitensi. Dazi del 25% e del 10% sulle importazioni di acciaio e alluminio da tutto il mondo non potranno che avere conseguenze dirompenti sul mercato europeo, dove rischiano di riversarsi le eccedenze produttive globali. Occorre che l’UE introduca in tempi brevi una misura di salvaguardia che copra tutte le produzioni potenzialmente danneggiate dalle misure Usa”.
Per il presidente di Confindustria l’esenzione temporanea dell’Ue “è un importante riconoscimento dei forti legami commerciali, ma anche politici e strategici, che legano l’economia europea e quella statunitense”. “Si tratta di un passo significativo e per niente scontato, il cui merito va attribuito al Governo e alle istituzioni Ue che, in questi giorni, hanno saputo tessere un dialogo con gli interlocutori statunitensi tutelando gli interessi dell’economia e dell’industria europea”. Inoltre, “è la dimostrazione di quanto sia importante l’unità dell’Europa: se un simile risultato è stato possibile, è stato solo perché l’Ue e tutti gli Stati membri hanno saputo fare squadra e parlare con una voce sola.” “In parallelo – garantisce Boccia – Confindustria continuerà a fare tutto il possibile perché si eviti una pericolosa escalation protezionistica, che rischierebbe di danneggiare moltissimi settori dell’industria italiana, arrestando la dinamica del commercio mondiale e ostacolando la ripresa economica duramente conquistata”.