Confindustria Campania, Grassi: Pronti al confronto sulle Autonomie ma senza ricatti

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in foto Vito Grassi

Il tema dell’autonomia delle regioni continua ad essere al centro del dibattito tra Nord e Sud del Paese. Dopo lo scambio di battute a distanza tra il governatore Luca Zaia e il presidente di Confindustria Campania Vito Grassi iniziato con un’intervista a quest’ultimo pubblicata sul Corriere del Veneto a fine dicembre, il numero uno di Palazzo Partanna torna sull’argomento dalle colonne del Corriere del Mezzogiorno.

L’intervista è del 19 gennaio scorso. Il quotidiano napoletano chiede a Grassi della lettera del governatore veneto ai meridionali (la cui tesi è “anche senza un’autonomia del Nord, in questi decenni il Mezzogiorno non ha portato a casa nulla in termini di sviluppo”) e lui risponde: “(Zaia) Dice anche che le classi dirigenti del Sud sono contrarie perché non vogliono assumersi responsabilità. Lo trovo offensivo. Sono un esponente del territorio e di sicuro gli imprenditori non sono irresponsabili, né hanno paura. Anzi chiedono di misurarsi sull’efficienza ma alla pari. Detto questo, dal punto di vista storico ciò che dice Zaia in parte è vero” perché “il gap infrastrutturale è determinato da scelte politiche nazionali non locali”.
Detto questo, “ce lo venisse a spiegare”, il governatore, che l’autonomia è una grande opportunità per il Mezzogiorno, dice Grassi, “siamo curiosi di comprenderlo”. Il vero punto è “che esiste già una legge, federalista, che non è mai stata applicata”.

Il riferimento è alla legge Calderoli: “E’ la miglior partita da giocare: stabiliti i costi standard e diciamo pure di accettare la sfida veneta e voler rispettare i parametri di efficienza veneti, be’ stabiliti quei costi giochiamoci la partita alla pari. So che è un azzardo, ma se stiamo tutti sotto la stessa bandiera lo Stato poi dovrà farsi garante che vengano rispettati”. Anche a costo di affidare a quest’ultimo il “potere di surroga delle amministrazioni inefficienti”.

Quindi tra il presidente Svimez Adriano Giannola che parla di un colpo di Stato e Nicola Rossi che invece parla di una ovvia reazione del Nord nei confronti di un Sud inefficiente, Grassi dunque con chi sta? “Non c’è dubbio, più con Rossi – conclude il presidente degli industriali campani – Noi imprenditori la sfida la vogliamo accettare e la rilanciamo nel campo degli amministratori meridionali: il punto però di partenza deve essere pari diritti di cittadinanza e servizi efficienti. Quando Rossi parla del fallimento delle Regioni ha ragione. Però non accettiamo il ricatto: o autonomia o cade il governo. Seppur non considerandolo un attacco al Mezzogiorno, possiamo serenamente aprire un dibattito senza che si abbia la spada di Damode del voto sulla testa? Penso sia doveroso”.