Confindustria Campania, Prezioso: Patto tra imprese e università per il rilancio del territorio

59
in foto Ambrogio Prezioso

“Finalmente siamo in presenza di una iniziativa forte per cambiare la situazione nel Mezzogiorno: si investe molto sulla formazione. E dalle Università agli industriali, dal Governo alle amministrazioni territoriali, tutti hanno capito che o ci si muove assieme o si rischia di non andare da nessuna parte”. Lo ha detto Ambrogio Prezioso, presidente di Confindustria Campania il 28 dicembre scorso in una intervista al Corriere del Mezzogiorno. Commentando i dati dell’ultima ricerca elaborata in collaborazione con il centro studi Srm, Studi e Ricerche per il Mezzogiorno (gruppo Intesa Sanpaolo) i leader degli industriali campani si è soffermato sulla necessità di puntare su Industria 4.0, “il piano per l’innovazione – ha detto – che riflette fedelmente il mio slogan di sempre: chi innova, cresce; chi resta fermo, esce. Nel senso che esce dal mercato. Soltanto attraverso questo percorso sarà possibile assicurare le condizioni fondamentali per realizzare la manifattura del terzo millennio. Le nuove tecnologie ci consentono di partire da zero, sebbene noi in Campania non partiamo dal nulla, in quanto vantiamo già delle punte di eccellenza nel settore della ricerca, dell’innovazione e della alta tecnologia. Ma basti vedere cosa è diventata Bangalore per comprendere che ormai le distanze sono del tutto azzerate e la strada dello sviluppo è alla portata di tutti”.
E a proposito del necessario dialogo tra il settore produttivo e il mondo accademico ha annunciato: “Stiamo lavorando ad una intesa strategica per unire gli sforzi di Campania e Puglia, mentre le Università dei nostri rispettivi territori sono già fortemente connesse tra loro”.
Prezioso ha detto chiaramente di guardare con ottimismo al futuro. “Percepisco una voglia di cambiamento diffusa e la nascita di tante start up in Campania e nel Sud ne sono la dimostrazione. Tutto questo in un contesto che vede l’Apple Academy di San Giovanni a Teduccio attrarre giovani da tutto il mondo e una attenzione strategica particolare per il nostro Mezzogiorno”. E ha chiuso ricordando: “La Campania registra il margine di crescita maggiore in Italia, il 3,2 per cento, e l’export si aggira intorno ai 2,4 per cento: dati fondamentali che ci dicono come la tendenza stia cambiando. Certo, in una prima fase i cambiamenti lasciando sul terreno una serie di dolorose conseguenze. Ma poi, se si procede con responsabilità e condivisione di impegni, senza trascurare nulla, lo sviluppo potrà essere alla nostra portata”.