Confindustria Caserta, Traettino: Clan meno presenti nei cantieri

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“Negli anni passati l’edilizia ha rappresentato il core business per i clan della camorra casertana, che in regime di quasi monopolio ha gestito la fornitura di cemento, l’attività di movimentazione della terra, accaparrandosi gli appalti pubblici più importanti e spremendo con il racket delle estorsioni i costruttori che non si piegavano. Oggi la situazione è cambiata”. Lo ha detto il presidente di Confindustria Caserta Gianluigi Traettino a margine della firma sul protocollo d’intesa con Agrorinasce e i sindacati degli edili per l’effettuazione di lavori nei beni confiscati nel Casertano. “Dal nostro osservatorio – dice – non abbiamo ricevuto di recente segnalazioni in controtendenza rispetto al trend consolidato in questi anni che evidenzia come nei nostri cantieri la presenza camorristica sia fortemente diminuita. A ciò hanno contribuito gli arresti e le condanne di boss e gregari, i maggiori controlli che vengono realizzati, che ha portato anche un maggior rispetto delle regole, penso al minor ricorso al lavoro nero, che è ancora presente ma in calo già dal 2016. Ci sono dati che vanno in tale direzione, penso alla massa salari che è cresciuta del 20%”. “Il mio auspicio – conclude Traettino – è che l’edilizia possa ripartire, e che la ‘sburocratizzazione’ possa divenire realtà: ancora oggi, tra la predisposizione di un progetto, la messa a gara e l’aggiudicazione, passano dai 18 ai 24 mesi, tempi troppo lunghi e poco competitivi per le nostre imprese”.