Confindustria: Cida, bene richiamo Boccia a senso responsabilità

18

Roma, 23 mag. (Labitalia) – “E’ giusto il richiamo al senso di responsabilità lanciato dal presidente di Confindustria, è questo il motivo per cui i manager pubblici e privati hanno deciso di mettere le loro competenze e capacità al servizio del sistema-Paese per la crescita e lo sviluppo”. Lo ha detto Giorgio Ambrogioni, presidente di Cida, la confederazione dei dirigenti e delle alte professionalità, commentando la relazione di Vincenzo Boccia all’assemblea di Confindustria.

“Quella del presidente di Confindustria è una relazione largamente condivisibile -prosegue Ambrogioni- perché mette al centro il lavoro, soprattutto quello dei giovani, che va incentivato e sostenuto. Cida si è molto spesa per questo obiettivo, impegnandosi sul fronte dell’alternanza scuola-lavoro e su quello della formazione continua, unico modo per consolidare l’esperienza lavorativa e superare le ambiguità del precariato. Ma è il tema della competenza che ci tocca più da vicino, visto che rappresenta il vero ‘valore aggiunto’ del lavoro manageriale”.

“E se il richiamo di Boccia -continua Ambrogioni- era essenzialmente diretto ai politici, esortandoli ad avere una visione di lungo periodo invece di catturare il consenso con una continua campagna elettorale, i manager hanno comunque scelto di non poter ‘stare a guardare’ se i fondamentali dell’economia cominciano a scricchiolare, se perdiamo continuamente competitività, se i nostri laureati devono cercare lavoro all’estero, se il nostro sistema di welfare non riesce più a garantire il benessere dei cittadini”.

“Ci uniamo all’invito di Boccia per un impegno comune -sottolinea ancora Ambrogioni- a risollevare il Paese dalla fase di depressione economica, sociale e culturale in cui è caduto. I nostri associati operano nell’industria, nei servizi, nella pubblica amministrazione, nella scuola, negli ospedali, nell’agricoltura e ovunque vi sono carenze di personale qualificato, casi di risorse scarse o mal spese, di mancato riconoscimento del merito e della competenza. Questo è il ‘tarlo’ che corrode il Paese dall’interno e che porta a derive populiste e demagogiche. Serve uno scatto di orgoglio, di senso di appartenenza”.

“I dirigenti, oltre alla propria faccia e all’impegno professionale, mettono idee e progetti concreti che Cida -rimarca Ambrogioni- ha elaborato e condiviso con le sue federazioni ed i suoi associati. Abbiamo proposte per la pubblica amministrazione, valorizzando il ruolo dei dirigenti e garantendone autonomia e responsabilità. Abbiamo idee per la politica industriale, che consentono di non abbandonare quei pochi ‘campioni nazionali’ rimastici, da Tim all’Ilva, da Fincantieri a Leonardo, senza dimentica il caso-Alitalia. Sulla sanità abbiamo elaborato studi ed iniziative per rimettere al centro dell’azione politica il Servizio sanitario nazionale. Sull’Europa, la nostra esperienza negli organismi comunitari ci ha insegnato che se si hanno personale preparato e idee vincenti, non ci sono veti o pregiudizi che contino”.

“Attendiamo che si formi il nuovo governo per poter discutere di tutto questo in una logica di collaborazione e condivisione. I manager vogliono fare la loro parte e hanno la consapevolezza di poterlo fare con le necessarie competenze e con una certa ambizione di aspettarsi risultati positivi”, conclude Ambrogioni.