Confindustria e Banca intesa, evento a Bari. Sbarra: La Zes Unica spinge la crescita del Sud

in foto Luigi Sbarra

“Negli ultimi quattro anni il Mezzogiorno rafforza la condizione economica e sociale in presenza di una strategia unitaria fatta da visione, risorse, opportunità concrete ed efficaci. La competitività delle aree meridionali si costruisce rendendo più facile investire, innovare e creare occupazione. È questa la direzione che abbiamo scelto per il Sud e che i risultati stanno confermando”. Lo ha dichiarato il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega al Sud, Luigi Sbarra, intervenuto questa mattina a Bari all’evento “La ZES Unica come acceleratore di sviluppo per il Mezzogiorno e il Mediterraneo”, promosso da Confindustria e Intesa Sanpaolo.
“Il Mezzogiorno ha dimostrato di poter essere uno dei principali motori della crescita nazionale. La ZES Unica è lo strumento con cui stiamo accompagnando questa trasformazione, rendendo il Sud sempre più competitivo, attrattivo per gli investimenti e centrale nelle strategie di sviluppo del Paese”, ha detto il Sottosegretario.
I risultati della ZES Unica ottenuti a partire dal 2024 confermano l’efficacia della riforma voluta dal Governo Meloni: oltre 1.450 autorizzazioni uniche rilasciate, circa 9,3 miliardi di euro di investimenti attivati e quasi 25.000 ricadute occupazionali. Sul fronte del credito d’imposta sono state presentate oltre 17.300 domande, per investimenti privati pari a 12,5 miliardi di euro.
Il Sottosegretario Sbarra, nel corso del suo intervento, si è inoltre soffermato sul tema dell’estensione del modello ZES ad altre aree del Paese: “Ciò che funziona va esteso: la semplificazione amministrativa deve diventare il metodo dell’Italia, non ha ragione di restare confinata ad un’area del Paese. Velocità e certezza delle regole sono un diritto di ogni impresa italiana. Non credo invece sia corretto, né sostenibile, estendere su scala nazionale gli incentivi pensati per la ZES, che nasce per riequilibrare un divario strutturale, storico, che riguarda specificamente il Mezzogiorno”.
Guardando alle prospettive future, è stata richiamata dal Sottosegretario la vocazione internazionale dell’area meridionale, sempre più competitiva nello scenario mediterraneo: “La prossima sfida è trasformare il Mezzogiorno nella piattaforma europea degli investimenti nel Mediterraneo. Il Sud non deve essere considerato la periferia dell’Europa, ma il suo baricentro strategico”.