Confindustria, Giovani Imprenditori alla politica: Riscriviamo la Costituzione economica

36

“Oggi a guidare questo Paese c’è un governo istituzionale di alto profilo. Abbiamo ritrovato la coesione nazionale. Abbiamo a disposizione una enorme mole di fondi. Ora serve anche una visione, per riscrivere la Costituzione economica del Paese”. Il leader dei Giovani Imprenditori di Confindustria, Riccardo Di Stefano, si rivolge ai leader politici al convegno degli industriali under40. “Abbiamo una domanda da farvi: qual è la vostra idea di storia futura?; Ci piacerebbe trovare terreno fertile per costruire una visione condivisa del Paese e un metodo per attuarla. Ma a volte, questa, non sembra la volontà di tutti. E ci dispiace”.

Il leader dei giovani di Confindustria cita De Gasperi che “ai tempi della ricostruzione disse agli italiani che non avevano ‘il diritto di disperare'”.

E avverte: “Anche noi diciamo: non abbiamo il diritto di arrenderci perché dobbiamo essere tutti coautori e protagonisti della nostra Storia Futura”. A partire da “iniziare “a costruire: il post-pandemia”. “Se l’economia sta ripartendo, se la produzione industriale cresce e l’aumento della domanda preannuncia un’espansione della forza lavoro, perché parliamo di licenziamenti e non di assunzioni? Possiamo dimostrare che il boom economico che ci attende si fa con l’industria. Lasciamo agli imprenditori la libertà di agire sul mercato!”, dice.

Una delle stelle polari è la ‘competenza’. “Il premier Draghi incarna questo spirito e ci conforta, perché sappiamo di essere nelle mani di una guida solida e lungimirante”, dice Di Stefano: “Competenza deve essere la parola d’ordine anche del prossimo governo, che avrà infatti un compito altrettanto complesso: quello di portare a termine il Pnrr nel tempo stabilito, pena la perdita dei fondi. Noi crediamo nella democrazia e nella equità della nostra Costituzione. E contiamo sui nostri concittadini per far prevalere i migliori. Perché oggi il Paese ha bisogno dei competenti. E delle riforme: a partire da PA, Giustizia Civile e ammortizzatori sociali”.

E sottolinea: “Non nascondiamocelo: la tassa più onerosa che abbiamo pagato è quella sul dilettantismo. Se ci trovassimo nuovamente in un clima di sfiducia, nel kit d’emergenza non ci sarebbe un nuovo Draghi a cui ricorrere”. Poli c’è la “coesione nazionale”.

E l’appello dei giovani di Confindustria è rivolto anche ai sindacati: “Ci auguriamo che arrivino presto i tempi per un nuovo grande patto, nel frattempo però le parti sociali possono comunque fare qualcosa. Facciamo un pezzo di strada insieme”.

Tra le “idee” lanciate dal convegno degli industriali under-40 ci sono i temi della sostenibilità e sviluppo, delle competenze che servono alle aziende e della formazione (solo nel 2021, le imprese non hanno trovato 318 mila diplomati da assumere. E abbiamo appena 20 mila iscritti al sistema ITS), del rientro dei cervelli, delle politiche di sostegno alle nascite e al lavoro delle donne, del ‘metodo Genova’ anche “per creare asili nido, rapidamente e dove servono di più: al Sud e vicino ai luoghi di lavoro”.