Confindustria, Grassi: Avanti con Industria 4.0, ma azioni più incisive per le infrastrutture al Sud

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in foto Vito Grassi

Una serie di punti fermi da cui partire, riforme già approvate dal Governo uscente, e un numero, anche ristretto, di interventi prioritari aggiuntivi, “capaci di garantire le condizioni di operatività delle nostre imprese e sui quali concentrare le scarse risorse a nostra disposizione”. Il vicepresidente dell’Unione industriali di Napoli, Vito Grassi, dalle Assise generali di Confindustria, convocate a Verona dal numero uno di Viale dell’Astronomia Vincenzo Boccia, dà il suo contributo alla definizione di un’agenda economica di medio termine da mettere a disposizione di segretari di partito e candidati alla guida del paese. “Tra le cose che a noi imprenditori sono chiare – dice Grassi – c’è la necessità di proseguire con Industria 4.0 che ha fatto ripartire gli investimenti (+30% in Italia lo scorso anno). Il Piano è servito a far crescere le imprese nel solco dell’innovazione e della digitalizzazione: le grandi, ma anche le piccole, che hanno colto gli strumenti più importanti a loro disposizione quali iper e super ammortamenti, credito d’imposta, Nuova Sabatini, contratti di sviluppo per mettersi al passo della concorrenza internazionale. Con un risultato di tutto rispetto: nel 2017 le esportazioni sono cresciute dell’8%, meglio dei competitor europei. Bisogna, dunque, proseguire in questa direzione, a prescindere da chi vada al Governo”. E ancora, aggiunge il numero due degli Industriali partenopei, “diamo seguito ai Digital innovation hub, poli che hanno la funzione strategica di unire domanda e offerta di innovazione e di formare gli imprenditori, e ai Competence center: solo così gli investimenti potranno tradursi più facilmente in assunzioni stabili”.

C’è un altro fronte, però, sul quale è necessario uno sforzo ulteriore per rilanciare la competitività del Mezzogiorno, secondo Vito Grassi. “Si tratta delle infrastrutture, una variabile strutturale chiave per il sistema produttivo, che mostra ancora un divario rilevante fra le regioni del Centro-Nord e quelle del Sud. Una delle priorità che dovrà darsi il prossimo Governo, dunque, sarà quella di affrontare le numerose carenze infrastrutturali del Mezzogiorno, puntando sul rafforzamento dell’integrazione modale e dei collegamenti multimodali con i principali nodi urbani, produttivi e logistici”. In particolare, spiega il vicepresidente degli Industriali di Napoli, “occorre incrementare le interconnessioni tra la rete ferroviaria e i distretti produttivi, i porti, gli interporti, le aree urbane; potenziare l’offerta ferroviaria e migliorare il servizio in termini di qualità e tempi di percorrenza, favorendo il trasporto merci su ferro, rispetto a quello su gomma, coerentemente con gli obiettivi di mobilità sostenibile”. In riferimento a specifici interventi sul territorio, infine, una corsia preferenziale, conclude Grassi, “va data alla realizzazione di un collegamento tra Porto di Napoli e rete ferroviaria, al completamento delle Linee Metropolitane e alla realizzazione della linea Alta Velocità/ Alta Capacità Napoli-Bari nei tempi e costi previsti”.