Confindustria, i calzaturieri di Fermo “temono” Napoli: Preferita dai brand del lusso

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“Il distretto fermano-maceratese è, nonostante il rallentamento degli ultimi anni, il più importante d’Italia, ma è anche quello con una varietà di aziende e prodotti molto marcata. Manca una direzione ben definita, si passa dall’alta gamma alle produzioni di volume. E’ eterogeneo”. E se questo in passato era il punto di forza, oggi rischia di diventare un limite. E’ l’analisi del presidente della sezione calzaturieri di Confindustria Fermo, Enrico Ciccola, a pochi giorni dall’apertura di theMicam. “Le risposte al mercato sono due – seguita -: per le nostre aziende affermate e in crescita continuare a investire, ampliando l’utilizzo del digitale e trovando spunti per nuove e attraenti collezioni: per chi non regge la sfida di un mercato sempre più competitivo, attirare i marchi internazionali. Deve crescere l’aspetto del terzismo, del lavoro per i brand del lusso che si stanno orientando verso Napoli, la Toscana e il Veneto”. “Negli anni – prosegue Ciccola – la nostra forza è stata data dalla capacità di affrontare il mondo ognuno con la propria azienda. Questa forza e ambizione hanno però impedito alle imprese di fare rete e sinergia. Rimanendo piccoli non siamo riusciti a creare marchi internazionali autonomi, anche se ci sono esperienze vincenti in questo contesto dentro Confindustria Fermo, e quindi oggi abbiamo una difficoltà maggiore a incidere nel mondo. Dove invece possiamo essere protagonisti muovendoci come distretto fermano”. L’idea di Ciccola è semplice: fare del know how e della manifattura locale un must irrinunciabile per le griffe. Alla Fiera di Milano saranno presenti oltre 140 calzaturieri fermani.