Confindustria, la proposta di Rossi: tetto età nei cda e quote giovani

29

Roma, 13 mag. (AdnKronos) – Una legge elettorale che garantisca stabilità, un intervento fiscale coraggioso, e una rivoluzione culturale nelle aziende in grado, finalmente, di ‘svecchiarle’. E’ presidente dei Giovani di Confindustria da una settimana ma ha già le idee chiare: Alessio Rossi, intervistato dall’Adnkronos, indica le priorità di un’agenda che guarda, insieme, alle priorità per la politica e alle responsabilità delle imprese. Sul primo fronte, servono poche decisioni chiare. A partire da “una legge elettorale che possa premiare una coalizione e non una lista e che sia uguale alla Camera e al Senato per non avere maggioranze diverse” con l’obiettivo “della stabilità per chi governa”. Indispensabile anche un taglio delle tasse alle imprese netto, nell’ordine dei dieci punti percentuali, per “dare un segnale e chiedere nuovi investimenti alle aziende”. Quanto alle imprese, Rossi lancia una proposta che farà discutere: quote giovani e tetto di età nei consigli di amministrazione delle aziende quotate per “svecchiare” e permettere “l’inserimento di nuove leve”.

GIOVANI. Quote giovani e tetto di età nei consigli di amministrazione delle aziende quotate per “svecchiare” e permettere “l’inserimento di nuove leve”. Rossi guarda all’introduzione di queste policy aziendali obbligatorie: “Permetterebbero il passaggio culturale che manca in Italia. Ma al momento ho ricevuto solo sorrisi e nessuna risposta”. “Proviamo a mettere le quote giovani – insiste Rossi – così un domani forse iniziamo a svecchiare. Oppure mettiamo un tetto di età ai consigli di amministrazione delle società quotate, perché 80 anni forse sono troppi, anche se l’età media si allunga. Magari qualcuno mi vorrà male – continua – però se non propongo cose scomode non sarei giovane e non sarei me stesso”.

LEGGE ELETTORALE. “Il problema da noi è la certezza e la possibilità di governare. Siamo ostaggio di fuoco incrociato e questo rende il Paese fermo, immobile e di conseguenza instabile. Sono danni per chi investe e per chi lavora qui. Non possiamo attrarre investimenti stranieri se non abbiamo la certezza che l’esecutivo eletto possa governare. Vogliamo stabilità”, scandisce Rossi. Che chiede “una legge elettorale che possa premiare una coalizione e non una lista e che sia uguale alla Camera e al Senato”.

FISCO. Rossi propone un taglio delle tasse alle imprese netto, nell’ordine dei dieci punti percentuali, per “dare un segnale e chiedere nuovi investimenti alle aziende”. La tassazione, spiega, “è un male del nostro sistema. Non possiamo pensare che tagliarla dello zero virgola cambi qualcosa, quello cambia qualcosa solo per le statistiche ma non per la vita reale”.

CONCORRENZA. “Il mio invito al governo è quello di mettere la fiducia al ddl concorrenza e di andare avanti. Anche se il provvedimento non è perfetto, facciamolo per il Paese. La concorrenza serve a tutti, al consumatore e alle imprese sane”, dice Rossi. “Ci troviamo davanti a un provvedimento fermo da quattro o cinque anni. Cosa aspettano a mettere la fiducia? Non possiamo pensare che mettano un emendamento e che torni indietro al Senato”, aggiunge.