Confindustria, la relazione annuale del presidente Prezioso: Necessario dialogo tra istituzioni e imprese

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“Il ritorno al segno più del Pil meridionale è un segnale timido, che va consolidato con una politica di sviluppo. Va rilanciata la domanda interna e promossa l’internazionalizzazione. Servono misure per favorire le aggregazioni e la crescita dimensionale delle imprese”. Nella sua relazione svolta all’Assemblea annuale dell’Unione Industriali di Napoli, il Presidente Ambrogio Prezioso ha sottolineato il ruolo determinante delle istituzioni nazionali e locali, in un momento storico caratterizzato da mutamenti e svolte epocali: dal Brexit alla nuova industria 4.0, fondata sulla digitalizzazione dei processi produttivi. Il partenariato pubblico-privato, in tale scenario, costituisce un presupposto ineludibile per la crescita. Dalle scelte strategiche che indirizzano l’utilizzo delle risorse del nuovo ciclo di programmazione 2014-2020, ai grandi processi di riconversione urbana che interessano l’area napoletana. 
“Ma per ottenere la svolta auspicata, bisogna cambiare marcia. Il confronto deve essere autentico, concreto e stabile, non formale: con la Regione, nel quadro del Partenariato economico e sociale appena avviato; con il Comune di Napoli e il suo Sindaco, al quale l’Unione ha rivolto l’invito ad aprire un confronto a tutto campo, a partire dalle prossime settimane. L’accelerazione è necessaria, lo riconoscono per primi il Governatore De Luca e il Sindaco De Magistris. Anche per far decollare la Città Metropolitana, strumento istituzionale che può consentire finalmente di promuovere lo sviluppo economico di un’area metropolitana con 3 milioni di abitanti, favorendo l’attrazione di nuovi investimenti – aggiunge -. Tra le priorità assolute c’è la diffusione della cultura digitale, che richiede un impegno sinergico delle imprese, del Comune, della Regione, del mondo accademico. Occorre promuovere l’innovazione, potenziare le infrastrutture di connettività, rivedere le stesse politiche formative, orientandole verso figure e competenze professionali adatte alle nuove esigenze di produzione”.