Confindustria Napoli: Il Mezzogiorno deve essere la locomotiva della ripresa

81

“La crescita del Mezzogiorno è la sola strada percorribile per la tenuta finanziaria dell’Italia”, avvertono gli industriali di Napoli, con un documento di approfondimento presentato al convegno di Confindustria sulla coesione territoriale. “Bisogna ripartire dal Sud”, da un Mezzogiorno “locomotiva per l’Italia”, con “un insieme di misure che permettano di cogliere finalmente l’obiettivo della coesione socio-territoriale, innescando un forte incremento del pil meridionale. Il miglioramento della finanza pubblica consentirà poi di estendere le misure incentivanti a tutto il Paese”, premette l’Unione degli Industriali di Napoli.
“Per l’Italia, come per la stessa Europa, sono fondamentali politiche di sviluppo che recuperino la centralità dell’industria”, avverte l’Unione degli Industriali di Napoli: “Va ridefinita con urgenza una strategia industriale”; “L’Italia, anche grazie all’autorevolezza del governo Draghi, può assumere un ruolo da protagonista ma solo se, svincolandosi dalla tagliola del dualismo economico e sociale Nord-Sud, risolverà anche il problema di un anomalo debito pubblico. Il rapporto tra debito e pil, infatti, si può riequilibrare solo innalzando almeno al 70% un tasso di occupazione marcatamente inferiore alla media europea. Vanno dunque creati i presupposti per la creazione di lavoro dove oggi è carente, ossia nel Sud, area del Paese con il maggior potenziale di crescita”. C’è oggi “una grande opportunità”, “tra Pnrr e fondi strutturali”, ma “occorre cancellare le attuali carenze di competitività del sistema realizzando le riforme necessarie, dal mercato del lavoro alla giustizia, dalla P.a al fisco”: servono “politiche industriali e progetti di sistema”, ed “interventi di grande portata (infrastrutture, reti, servizi) per migliorare il contesto in cui si svolgono le attività produttive”. In particolare, per il Mezzogiorno – sottolinea il documento – “si deve agire con tre finalità di massima, favorendo:- progetti di investimento di imprese già localizzate; reshoring; investimenti esteri che sappiano coniugare produzione e allocazione di centri decisionali e di ricerca”. E “va razionalizzato e snellito l’attuale complesso di oltre 1250 misure agevolative, in moltissimi casi inefficaci”. Sul fronte degli incentivi, gli industriali di Napoli sollecitano “innovazioni, integrazioni e migliorie” su credito di imposta Mezzogiorno, contratti di sviluppo; decontribuzione e riduzione del peso fiscale; detassazione degli utili reinvestiti”.