Confindustria Napoli, Manfellotto: Decontribuzione decennale alle Pmi per recuperare il ritardo del Sud

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in foto Maurizio Manfelotto

“Per rilanciare il Paese e il Mezzogiorno il Pnrr deve essere accompagnato da misure compensative del divario meridionale, che favoriscano la ripresa degli investimenti: una decontribuzione decennale per chi opera nel Sud, il decollo delle Zone economiche speciali, il potenziamento quantitativo e qualitativo delle pubbliche amministrazioni”. Lo ha detto il presidente dell’Unione industriali di Napoli, Maurizio Manfellotto, nel corso della sua relazione all’Assemblea dell’associazione.
Per Manfellotto “il sistema Confindustria e l’Unione industriali Napoli, in particolare, devono controllare costantemente l’operato istituzionale, per evitare che si perpetuino contraddizioni e difformità tra quanto si enuncia e quanto effettivamente si mette in pratica. Le forze economiche e produttive devono, secondo le circostanze, affiancare, sostenere o criticare governo ed enti territoriali”.
Difendere gli interessi del Sud, ha spiegato il presidente dell’Unione Industriali, “non significa fare rivendicazioni territorialiste ma puntare a un recupero di competitività del sistema Italia. La crescita produttiva e occupazionale nel Mezzogiorno è l’unica strada per ridurre un debito pubblico balzato al 157,5% del Pil”. A tal fine “occorre: contrastare ogni tentativo di stralciare risorse destinate al recupero del divario territoriale; garantire finalmente, con la definizione dei livelli essenziali di prestazione, diritti di cittadinanza in ogni area della Penisola; realizzare grandi opere che connettano il Mezzogiorno col resto d’Italia e d’Europa, seguendo le direttrici di marcia, tracciate da Bruxelles, della digitalizzazione, dello sviluppo sostenibile, dell’inclusione. Non basta avere risorse aggiuntive, bisogna spenderle e spenderle bene. Rendendo concreti i poteri sostitutivi del Governo centrale previsti in caso di ritardi e inadempimenti degli enti territoriali”. Le sfide che attendono Napoli e la Campania “avranno come protagoniste le imprese. E’ essenziale dunque – ha spiegato Manfellotto – che il dialogo con le istituzioni, a cominciare dalla Regione Campania, non si esaurisca in un adempimento formale finalizzato ad avallare scelte già assunte. La ricetta dell'”uomo solo al comando” può avere avuto una sua logica nel momento più critico dell’emergenza sanitaria, ma non è accettabile nella fase della ripartenza e della ricostruzione. Bisogna costruire, insieme, condizioni che consentano di dare opportunità ai giovani. In Campania vi sono le condizioni per la crescita del tasso occupazionale giovanile di 1,5 punti all’anno per 10 anni.